Caccia a una sede alternativa per gli uccellini: obiettivo, mettere a norma il centro di Miramare Due mesi di proroga prima che lo sfratto diventi definitivo. La ricerca in questo tempo di una sede alternativa, ma sicura, per i colibrì di Miramare al centro di un affar di Stato che ieri ha radunato nella sede della Soprintendenza 12 tra rappresentanti di ministeri, Vigili del fuoco, Forestale, Avvocatura di Stato convocati dal direttore dei Beni culturali, Giangiacomo Martines, assieme al «papà» dei preziosi uccellini, Stefano Rimoli, che per parte sua ha già organizzato una riunione col Comitato scientifico del suo Parco visto che «adesso - dice - è come se si fosse ritrovata una famiglia, e avesse fatto cin-cin». Se Rimoli è emozionato, anche Martines, alla fine della lunga Conferenza dei servizi che comunque rimane convocata fino a concreta conclusione della vicenda (problema non da poco è quantificare e trovare i solai per traslocare i preziosi, innocenti uccellini) si lascia andare a una bella immagine che disegna il contrasto tra le pompe di tanti umani seduti a un tavolo, e l'inerme e inconsapevole bellezza delle bestiole impegnate solo a vivere e sopravvivere: «I colibrì - dice Martines - sono volati sulla burocrazia come gli "Uccelli" di Aristofane, dove alla costruzione della città ideale contribuivano 30 mila gru, 10 mila cicogne, uccelli di palude. E il ruolo dei colibrì era là quello delle rondini gli uccelli più piccoli, che portavano nel becco l'archipendolo, strumento del muratore ma anche simbolo di equilibrio». Tutti d'accordo, dunque, quantomeno sui principi, e anche sul desiderio che gli 80 colibrì possano un giorno tornare nella loro sede, ristrutturata e messa a norma. La richiesta è arrivata specificamente da Maria Carbone che rappresentava il prefetto Giacchetti. «Tutti - afferma Martines - hanno dato piena disponibilità a questa ipotesi». Ma è ancora da valutare se le strutture attuali sono «sanabili» e quale potrebbe essere una «casa» definitiva: «Nel parco storico non si possono aggiungere parti nuove» specifica il direttore regionale per il quale una cosa sola è certa: «Per diretto impegno del ministero dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, i colibrì andranno temporaneamente ospitati il più vicino possibile a Trieste, e in una struttura che abbia già attrezzature adatte di base. Non appena libero dai suoi inquilini, nel sito arriveranno gli operai per i restauri, anche delle serre monumentali». Nel frattempo la bombola di gas sarà presidiata 24 ore su 24 e verrà aggiunta una recinzione di sicurezza. Altro discorso è dove andranno i protettissimi volatili? E chi pagherà? Per ora c'è un verbale impegno della Presidenza del Consiglio dei ministri: «Studierà - conclude Martines - formule per finanziare l'operazione». Al caso colibrì hanno contribuito tra l'altro Paola Lucarelli, vice capo di Gabinetto del ministero dell'Ambiente, Renato Grimaldi, direttore generale per la Protezione della natura e del mare dello stesso ministero, il direttore regionale dei Vigili del fuoco Tolomeo Litterio e il capo dipartimento nazionale, prefetto Francesco Paolo Tronca, il comandante del Corpo forestale di Padova, Paolo Zanetti, Daniela Salmini dell'Avvocatura di Stato, il soprintendente Luca Caburlotto, la direttrice di Miramare Rossella Fabiani.