Il sindaco brucia quella che pareva una certezza. E il leghista Fava: ci dica chi ha in niente e perché Sorpresa. Il futuro presidente del Centro del Te sarà davvero Toto Bergamo Rossi? «Escludo che sia lui». Per dircelo il sindaco rompe il suo domestico e protratto buen retiro natalizio ed epifanico. Nicola Sodano, che tornerà in municipio il 18 gennaio - festa di Santa Liberata - insiste: «No, assolutamente no, non sarà Toto Bergamo Rossi». Con questa manovra il primo cittadino spariglia una certezza che sembrava ormai cucinata e impiattata per il consiglio di amministrazione del Centro Te segnato sul calendario per fine gennaio. E rade al suolo anche un trino equilibrio: sul nome di Bergamo Rossi c'è una solida convergenza fra Vittorio Sgarbi e il deputato leghista Gianni Fava che proprio con il restauratore veneziano avevano fatto visita a Sodano il 22 settembre; anche convergenza governativa suggellata dal ministro ai beni culturali Sandro Bondi il quale aveva consacrato la nomination di Bergamo Rossi con una telefonata al sindaco. Tre le ipotesi alimentate dalla mossa di Sodano: 1. il sindaco prende tempo e tiene gli operatori sulla corda, 2. il sindaco si smarca dai patrocinatori Sgarbi-Fava-Bondi e lancerà un suo candidato spiazzando tutti, 3. il sindaco non sa chi proporre. Fava è perplesso: «A questo punto Sodano ci dica chi sarà il nuovo presidente del Centro internazionale del Te. Ci dica chi ha in mente. Se davvero dice no alla proposta di Bergamo Rossi ci dica perché. Il tempo stringe, abbiamo fatto il giro di boa, la riunione del consiglio d'amministrazione è imminente e a me, Sodano, di nomi diversi non ne ha fatti». Sempre il leghista Fava ricorda che quella condivisa con Sgarbi sul referente della fondazione americana Venetian Heritage, mobilitatore di sensibilità e mecenati per il patrimonio italiano, «è una proposta interessante, va nella giusta direzione». Il deputato afferma che il Centro Te «è stata una grande intuizione, ma che è superato dal tempo e dalla storia. Ormai è sfilacciato e la partecipazione dei privati ha una misura residuale». Money. Questione di soldi, finanziamenti, sostanze fresche. Ma perché quel tandem con Sgarbi? Perché quella visita settembrina in municipio con l'ex viceministro ai beni culturali ora sovrintendente a Venezia? Strana coppia. «No, quella che costituisco con Vittorio non è una strana coppia. Siamo tutti e due un po' matti - risponde Fava -. Ci siamo conosciuti e abbiamo cominciato a confrontarci quando lui è diventato sindaco di Salemi e io ero responsabile della Lega per il Sud». Va bene, ma che c'entra Bergamo Rossi? Fava ripete che sarebbe l'uomo giusto al momento giusto: «Anche il ministro Bondi ha manifestato il suo favore». E non soltanto nella circostanza contingente del Centro Te. Il nome di Bergamo Rossi era circolato anche per la presidenza del Centro di Restauro di Venaria, Torino. O almeno ricorreva, perché a suo tempo l'allora presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso aveva detto no. Su Repubblica del 15 settembre 2009: «Per la presidenza del Centro di Restauro di Venaria, il mio candidato continua a essere Toto Bergamo Rossi. Non cambio idea e non vedo perché dovrei, dal momento che si tratta di una nomina tecnica e non politica. A meno di due mesi dalla polemica che l'ha contrapposto a Mercedes Bresso, il ministro dei beni culturali Sandro Bondi non cambia idea, sebbene il suo dicastero, tecnicamente, non dovrebbe avere nessuna voce in capitolo nella nomina». Ciò vale sonoramente anche per il Centro Te, che è un'associazione pubblico-privata, ma con un paio di dettagli non da poco: il sindaco di Mantova che esclude il nome di Bergamo Rossi è un uomo del Pdl e amico di Bondi il sindaco di Mantova ha già immesso al Centro Te un ulteriore uomo che è consigliere di Bondi e collaboratore di Sgarbi Alain Elkann da giugno presidente del comitato scientifico.
Mantova, Palazzo Te. Sodano a sorpresa affonda Bergamo l'uomo di Sgarbi
Il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, ha escluso il nome di Toto Bergamo Rossi come possibile presidente del Centro del Te. Il leghista Gianni Fava, che condivide la proposta di Bergamo Rossi, è perplesso e chiede di sapere chi sia il candidato reale. Fava sostiene che il Centro Te è superato dal tempo e dalla storia e che la partecipazione dei privati è ridotta. Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi ha espresso il suo favore per Bergamo Rossi, che era stato nominato anche per la presidenza del Centro di Restauro di Venaria, Torino. Il sindaco di Mantova, Sodano, ha spiegato che il nome di Bergamo Rossi è stato escluso a causa di una mossa per prendere tempo e tenere gli operatori sulla corda.
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