La passerella sbilenca, lasciata alla ruggine. Lucca: spesi più di due milioni sul Serchio, peccato che le rampe di accesso siano sbagliate Per rimediare alla cattiva progettazione dovrebbe essere costruito un ponte levatoio che costerebbe altri 131mila euro Nuova di zecca ma arrugginita. Sospesa, come un gran troncone nel vuoto. Scollegata dal resto della viabilità, inaccessibile eppure molto costosa. Finora la passerella sul Serchio ha drenato due milioni 428mila euro di soldi pubblici. Ne occorreranno almeno altri 131mila per realizzare due surreali ponti levatoi che la collegheranno alla viabilità di accesso. Ma la rampa, sul lato di via Alzaia, si conficca dritta nell'argine del fiume. Poco verosimile a raccontarsi, molto concreta purtroppo a vedersi. La storia comincia con la determinazione dirigenziale del 18 ottobre 2006, con cui il Comune di Lucca approva il progetto esecutivo «per la realizzazione della passerella pedonale sul fiume Serchio per il collegamento delle viabilità pedonali e ciclabili del parco fluviale». L'importo complessivo del primo lotto è di 2 milioni 200mila euro, finanziati per un milione dal ministero dell'Ambiente e per la parte restante dal Comune. La gara d'appalto viene vinta dalla Edilsteel srl di Atessa (Chieti) che si aggiudica i lavori (al ribasso) per un importo di un milione 664.722 euro (Iva esclusa). Ma nel novembre 2007, con un'altra determina, il Comune rescinde il contratto di appalto con la Edilsteel motivando con «grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo» dell'azienda. Siamo a febbraio del 2008. Con un successivo atto, i lavori di costruzione della carpenteria metallica vengono affidati alla ditta Lencioni Costruzioni metalliche srl di Lucca e alla ditta Mospeca srl di Fiume Veneto per il montaggio del ponte. I lavori stavolta proseguono, ma a gennaio 2009 il Comune ricorre all'aiuto di un ingegnere lucchese per farsi redigere il progetto esecutivo «delle parti laterali del ponte pedonale e delle rampe di accesso e collegamento con le viabilità esistenti a completamento della funzionalità dell'opera, per il costo complessivo di 288.458 euro». A maggio (sempre del 2009) il progetto delle rampe di accesso alla passerella viene approvato e si dà il via ai lavori (si spendono gli ulteriori soldi), sulla scorta anche dei pareri positivi dell'Autorità di bacino del Serchio e della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici. Nel successivo settembre il Comune annuncia trionfante che a breve la passerella sul Serchio sarà inaugurata. Ma l'entusiasmo presto svanisce. A dicembre, sempre del 2009, ci si accorge infatti che le due rampe di accesso realizzate, una da via Alzaia (zona Sant'Alessio) e l'altra da via del Tiro a segno (zona Sant'Anna) sono incompatibili con la passerella. Il problema è rappresentato dai livelli. Finiti i lavori, infatti, la passerella è come sospesa. Un lungo troncone arcuato, sorretto da un pilone centrale che prosegue in una torre a cui giungono sette tiranti da destra e sette da sinistra. Dalla parte di via Alzaia, la passerella sovrasta di circa due metri e mezzo il livello della strada del parco fluviale e dovrebbe collegarsi a una rampa di pari altezza all'incirca che finisce nell'argine del fiume, come conficcata. Dall'altra parte non ci sono strade, ma capannoni, senza sbocchi sulla rampa. Sul lato di via del Tiro a segno invece, la passerella degrada a due metri scarsi e dovrebbe in teoria congiungersi a una rampa che, dall'altra parte della strada lungofiume, è alta non più di un metro e mezzo. Domanda: come, da entrambe le parti, potrebbe, una volta congiunta la passerella alle rampe, passare un pedone, un ciclista, un escursionista a cavallo o, ancora peggio, un mezzo di soccorso? Impossibile, soprattutto sul lato di via del Tiro a segno: un mezzo qualsiasi si scontrerebbe con il fondo stradale, un cavallerizzo ci sbatterebbe la testa, idem un pedone o un ciclista. La soluzione arriva veloce: un ponte levatoio sui due estremi della passerella, che la colleghi alle rispettive rampe, da alzare in caso di passaggio di mezzi di soccorso (non di pedoni, ciclisti, ecc.). Soldi necessari: altri 131mila euro (determina del 7 giugno 2010). La gara di appalto non risulta bandita. La passerella intanto se ne sta lì. Arrugginisce velocemente e troneggia, da una sponda all'altra del fiume, come una cattedrale nel deserto, enorme e inutile.