Pagano: «Se necessario, porterò in aula un emendamento peR annullare l'articolo» PALERMO. «Le Eolie non saranno invase dal cemento»: dopo quasi quattro giorni di silenzio, l'assessore ai Beni culturali, Alessandro Pagano, rompe il silenzio si riallinea su una posizione critica nei confronti della norma che, in deroga al piano paesistico, consente la realizzazione di otto alberghi fra Lipari e Vulcano. «L'articolo approvato dal Parlamento siciliano non può trovare applicazione, perché non tiene conto neanche di quelle aree protette, il cui vincolo è inderogabile, aprendo una discrezionalità potenziale che non è assolutamente consentita in tema di tutela ambientale e quindi in conflitto con l'ordinamento costituzionale». Per Pagano il caso è chiuso: «la posizione contraria del governo - dice - è stata chiaramente espressa in Aula. Se dovesse essere necessario sono pronto a presentare un emendamento per chiedere all'Assemblea regionale di annullare gli effetti del voto». Per evitare il rischio di un «declassamene» delle Eolie, Pagano ha già convocato per il 5 novembre, insieme al ministero per i Beni culturali, una riunione con i vertici italiani dell' Unesco, che si svolgerà nel castello di Falconara, nel Nisseno. Il governo, in aula, si era diviso. Pagano, che inizialmente aveva appoggiato la norma, giovedì scorso, al momento del voto, non era a Sala d'Ercole. Come il presidente Cuffaro, che già sabato, malgrado la spaccatura all'Ars, aveva ribadito la propria contrarietà. E per domani ha convocato un vertice di maggioranza a Roma. I vertici dell'Unesco sarebbero pronti a inviare propri ispettori nelle Eolie. Ma Angela Mazziotta, presidente del club Unesco delle isole Eolie, parla di strumentalizzazioni: «Nel dicembre '99 le Eolie sono state dichiarate patrimonio dell'umanità per l'attività vulcanica, non per la loro valenza paesaggistica». Il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, dice che si sta facendo troppo rumore per nulla: «Un gran putiferio mediatico per quattro stanze in più. Ho già scritto ajministri Matteoli e Urbani per invitarli a Lipari e poter spiegare loro che non si vuole realizzare alcuno scempio. Il via libera ai progetti, peraltro, è vincolato al sì della conferenza di servizi da istituire». Ma non scema la polemica. L'assessore al Turismo, Fabio Granata, ha minacciato l'uscita di An dal governo, se non sarà cancellata la norma incriminata, ma nel partito Guido Virzì e Gino Ioppolo hanno posizioni diverse: «L'Ars ha deciso semplicemente di approfondire il problema, distinguendo caso per caso sulle opere da realizzare». E alza la voce anche l'opposizione chiamata in causa da Cuffaro: «II governatore - attacca il segretario dei Ds, Antonello Cracolici - di fronte ad una figuraccia internazionale, si è arrampicato sugli specchi tentando di far passare l'enorme bugia del voto favorevole delle opposizioni. A questo punto intervenga il Commissario dello Stato».
EOLIE - Il governo è pronto a fare marcia indietro
L'assessore ai Beni culturali, Alessandro Pagano, ha espresso la sua opposizione all'articolo approvato dal Parlamento siciliano che consente la realizzazione di otto alberghi fra Lipari e Vulcano. Pagano sostiene che l'articolo non tiene conto delle aree protette e che apre una discrezionalità potenziale in tema di tutela ambientale. Ha convocato una riunione con i vertici italiani dell'Unesco per evitare il rischio di un declassamene delle Eolie. Il governo si è diviso in aula, con alcuni membri che hanno espresso la loro contrarietà alla norma. Il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, ha criticato il via libera ai progetti, affermando che non si vuole realizzare alcuno scempio.
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