Il progetto: terrapieni abbassati nel rispetto del monumento Scortico. La parola fa una certa impressione. E la prospettiva che possano essere scorticati i grandi terrapieni coperti di erba del Forte del Belvedere non è delle più allettanti. Ma i tecnici del Comune e gli esperti della Soprintendenza sembrano concordi: è la soluzione migliore per mettere in sicurezza il Forte nel pieno rispetto del monumento. Il progetto, studiato da un ingegnere esperto in sicurezza, prevede lo scortico, cioè labbassamento, dei terrapieni che nellarea della cannoniera si trovano ora quasi alla stessa altezza del parapetto, da cui sono separati da uno stretto camminamento. Basta un abbassamento di pochi centimetri dei terrapieni e il parapetto si alza. In tal modo pare che non vi sia bisogno di ringhiere o di reti anti-caduta. Oltre allo scortico del terrapieno, il progetto prevede una maggiore illuminazione dal basso e la creazione di gradoni (o sedute) in pietra, in modo da creare una maggiore distanza fra il prato e i parapetti. Secondo gli esperti, questa operazione è filologicamente corretta: è un ritorno al passato, perché i terrapieni furono rialzati dal soprintendente Nello Bemporad una quarantina di anni fa, quando il Forte ospitò la grande mostra di Henry Moore e poi quella di Dani Karavan. Lo scortico dei terrapieni fa parte del progetto per la messa in sicurezza del Forte approvato in novembre dalla giunta comunale. Progetto che include anche linstallazione di una ringhiera di ferro con corrimani alta 40 cm. sulla balaustra in mattoni delle terrazze vicine alla palazzina, alta in media soltanto 70 cm. e assai pericolosa per coloro che vi si sedevano. Sono passati quasi sei anni dagli allarmi lanciati dal professor Giorgio Bonsanti («dal punto di vista della sicurezza il Forte è un incubo», disse nel 2005). Ci sono voluti due morti - Luca Raso, 20 anni, precipitato da un bastione nellarea della cannoniera il 3 settembre 2006, e Veronica Locatelli, 37 anni, piombata nel vuoto il 15 luglio 2008, tutti e due ingannati dalle fronde degli alberi del sottostante Giardino di Boboli, scambiati nel buio per un prato - e cè voluto il sequestro del Forte per oltre due anni e la determinazione della procura, in particolare del pm Concetta Gintoli, che ha messo sotto accusa anche lex sindaco Leonardo Domenici, per convincere Comune e Soprintendenza a mettere in sicurezza il Forte, mentre a giorni sono attese le decisioni sulle richieste di rinvio a giudizio.