Matteo Renzi ci crede: l'attuazione del federalismo fiscale darà la possibilità a Firenze d'introdurre il contributo di soggiorno. Il sindaco del capoluogo toscano, in testa alla classifica nazionale nell'apprezzamento da parte dei cittadini (mentre nel Pdl primeggia Umberto Di Primio, sindaco di Chieti), non teme una flessione dei consensi. «Meglio perdere un voto che la faccia», dice. Vede il federalismo come un'opportunità o un rischio? Si tratta di un passaggio cruciale per il paese. Sono fiducioso ma preoccupato, perché restano alcuni nodi da sciogliere sulla finanza locale, come l'invarianza del gettito per i comuni e la giusta richiesta di avere più autonomia nell'imposizione fiscale sugli immobili. Mi aspetto poi il via libera al contributo di soggiorno, sul quale Berlusconi s'è impegnato personalmente: c'è per Roma ed è giusto che ci sia anche per Firenze e Venezia che l'hanno chiesto. Finora non l'hanno ottenuto... Il decreto attuativo del federalismo fiscale è lo strumento naturale per concedere anche a noi il contributo di soggiorno. Che, ripeto, è un provvedimento legittimo e di buon senso. Industriali e commercianti fiorentini però non lo vogliono... Andrò avanti ugualmente: preferisco chiedere un euro a un turista piuttosto che mettere le mani nelle tasche alle imprese. Non teme di perdere consensi? Il consenso serve a fare scelte impopolari. Infatti abbiamo appena varato un piano strutturale a "zero volumi" che blocca il consumo di territorio e certo non piacerà a tutti Intanto già si parla di un rimpasto a Palazzo Vecchio... La giunta va bene così e non si cambia. I rimpasti appassionano solo gli addetti ai lavori e sono riti da prima repubblica