Vantaggi e rischi delle possibili applicazioni esaminati in un convegno della Fondazione Rinascimento Digitale Le tecnologie al servizio dei beni culturali: quante le applicazioni possibili? Quali i vantaggi e i rischi? Domande ricorrenti che implicano una riflessione e il confronto di esperienze. E' quanto ribadito ieri in occasione del convegno Innovazione scientifica e tecnologica per i beni culturali, promosso dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. I lavori sono stati aperti dal presidente Michele Gremigni moderatore il professor Paolo Blasi e, a introdurre i vari relatori, la soprintendente del Polo museale e a interim dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Cristina Acidini, insieme a Paolo Galluzzi in veste di presidente della "Fondazione Rinascimento digitale". Si è parlato di diagnostica e restauro e degli straordinari risultati a cui oggi si può giungere grazie alla tecnologia; della priorità della conservazione e di come trasmettere al futuro il patrimonio culturale; delle diverse modalità di accesso e fruizione ai beni... e di come orientarsi nel melting pot della rete. Certo è che l'approccio virtuale è divenuto fondamentale anche per la divulgazione della cultura, come pure il saper applicare le nuove tecnologie per informare, comunicare e creare interoperatività di sistemi, miscelando dati storico-scientifici con sollecitazioni della curiosità: prova ne siano, in ambito fiorentino, i milioni di accessi al sito del Museo Galileo, ma anche il successo dell'uso di touchscreen nelle mostre: «Non un giocattolo, ma un mezzo innovativo come dice Cristina Acidini per rendere accessibili opere d'arte inamovibili o indagare ogni minimo dettaglio tecnico e artistico». Senza contare i vantaggi economici, come nel caso dei diritti di riproduzione delle immagini ad alta definizione dei dipinti degli Uffizi, online grazie al progetto Daddi realizzato in collaborazione con Centrica (la più scaricata è l'Annunciazione di Leonardo). E di forme di archiviazione digitale, come pure di formazione si è ancora parlato a proposito dell'attività della "Fondazione Rinascimento digitale", emanazione dell'Ente promotore del convegno, che partecipa a progetti europei e vede prestigiosi partner internazionali (www.rinascimento-digitale.it). Con l'auspicio, espresso dal presidente Galluzzi, che Firenze possa «diventare un centro di conservazione di memorie digitali, mantenendo e seguitando così quella che è una tradizionale vocazione della città, come testimoniano i patrimoni delle biblioteche storiche fiorentine».