ALTRO rebus in ambito storico-culturale. Una destinazione tutta da chiarire, quella prevista per il secondo piano del palazzo della Bonificazione pontina, immobile interessato da un progetto di riqualificazione finanziato nel 2007 dalla Regione. L'associazione Archeoclub in una lettera inviata al ministero per i Beni e le Attività Culturali, all'omologa direzione regionale e alle Soprintendenze del Lazio, solleva il caso del rilascio del permesso da parte del Comune al «Forum permanente sulla sostenibilità generazionale dello sviluppo nei sistemi territoriali» per l'occupazione dell'intero secondo piano dell'immobile storico. Una questione, quella sollevata dall'associazione, che risale al 2007, quando spuntò una prima delibera di indirizzo sul progetto di allestimento del palazzo, nella quale si prevedeva, appunto, il rilascio di alcuni spazi del secondo e del terzo piano al Forum ambientalista, che sarebbero stati sottratti al più ampio progetto pubblico, finanziato per un milione e 800 mila euro e che prevede I' allestimento del Museo archeologico delle bonificazioni pontine, la biblioteca comunale e l'archivio storico. Già nel 2007 l' Archeoclub aveva notificato agli organi competenti «l'impropria ed estemporanea destinazione» degli spazi del palazzo, ottenendo la pronta risposta della direzione regionale, che precisò al Comune: «Il finanziamento concesso è finalizzato alla realizzazione di tre servizi (Museo Archeologico e delle Bonificazioni Pontine, Biblioteca. Archivio Storico) la cui funzionalità ed il cui allestimento non devono subire alcuna penalizzazione dalla riduzione degli spazi conseguente all'inserimento della sede del "Forum permanente"». Sembrava chiaro. Tanto che l'ente, nel presentare il progetto esecutivo, non menzionò più il FOMITI permanente. Lo ha fatto però in una delibera di giunta del settembre scorso. «Ha stabilito - spiega l'Archeoclub - di destinare al "Forum permanente", divenuto nel frattempo "Fondazione Simone Cesaretti", organismo di diritto privato, l'intero secondo piano del Palazzo della Bonificazione». Circa 1.500 mq comprensivi del salone di rappresentanza settecentesco, completamente affrescato, della cappella neoclassica del Sacro Cuore di Gesù, decorata con pitture monocrome di Pietro Fabri, di tutti gli ambienti coperti con sofóttj lignei a cassettoni decorati, modificando ed ampliando, quanto stabilito nella precedente deliberazione». Una decisione che - dice l'associazione - «pregiudicherebbe quella funzionalità e quell'allestimento che la direzione regionale aveva richiamato qua-li condizioni necessarie ed invariabili per garantire la realizzazione dei tre servizi pubblici, impedendo al Comune di ricevere il finanziamento concesso». L'Archeoclub chiede allora a Ministero e Regione di «intervenire urgentemente affinché siano verificate e rispettate le nonne in vigore e le procedure avviate per il compimento delle opere finanziate, per le destinazioni d'uso culturale pubblico prestabilite per il Palazzo della Bonificazione Pontina e per la realizzazione dei progetti di allestimento e di assetto museografico approvati». E conclude: «S! chiede di verificare se vi siano delle re. sponsabilità amministrative e tecnico-gestionali del Comune circa il grave ritardo nella realizzazione delle opere approvate in relazione all'inevitabile aggravio de: costi e al danno per l'erano pubblico».
LAZIO Terracina, l'Archeoclub sul palazzo della Bonificazione. A rischio i fondi del museo
L'Archeoclub ha sollevato una questione riguardo la destinazione del secondo piano del Palazzo della Bonificazione pontina, che era prevista per essere occupata dal Museo archeologico delle bonificazioni pontine, la biblioteca comunale e l'archivio storico. Tuttavia, il Comune ha deciso di destinare l'intero piano al "Forum permanente" (ora "Fondazione Simone Cesaretti"), un'organizzazione di diritto privato. L'Archeoclub sostiene che questa decisione pregiudicherà la funzionalità e l'allestimento dei servizi pubblici previsti e chiede all'Amministrazione Regionale e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali di intervenire per risolvere la questione.
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