LO SFORZO FINANZIARIO DELLA REGIONE VENETO PER CATALOGARE I BENI CULTURALI VENEZIA - In questi anni la Regione ha sostenuto e finanziato, attraverso una legge del 1986 (n. 2), campagne di catalogazione dei beni culturali. Nello specifico, la programmazione degli interventi ha avuto particolare attenzione per i beni diffusi e di proprietà privata, segnatamente il patrimonio religioso cattolico ed ebreo, ì beni di tradizione popolare soprattutto musicale, le strutture con caratteristiche tipologiche particolari - ville, castelli, teatri, abbazie, conventi -beni di fondi o collezioni private, tenendo conto soprattutto dell'esposizione al rischio. Per il patrimonio degli enti locali gli interventi sono stati programmati in presenza di raccolte o complessi di beni, come la collezione di disegni di Castelvecchio, la Donazione Balladoro di Povegliano o i fondi numismatici dei Musei. Ora la giunta regionale ha approvato le linee di indirizzo per la programmazione di quest'anno. A darne notizia è l'assessore alle politiche per la cultura e l'identità veneta Ermanno Serrajotto, facendo presente che gli interventi vengono concordati con le Soprintendenze presenti nel Veneto e che il finanziamento complessivo a disposizione ammonta a poco più di 100 mila euro. Due degli interventi riguardano la catalogazio-ne del patrimonio ecclesiastico delle diocesi di Vittorio Veneto (finanziamento di 12 mila euro per le Chiese di Oderzo, Fontanelle, Mansuè e S. Polo di Piave) e Treviso (finanziamento di 17 mila euro per completare la catalo-gazione dei beni rispetto a 52 parrocchie in aree diverse). Un altro progetto è quello relativo alla prosecuzione della schedatura dei positivi fotografici del Lascito Filippi, di proprietà dell'IRE di Venezia (finanziamento 9 mila euro). Gli altri interventi programmati riguardano la banca dati dei beni culturali della Regione.