Dopo le accuse di Caburlotto Il responsabile del centro sollevato per lo spiraglio che si apre: «C'è sensibilità» «Ringrazio di cuore il ministro Sandro Bondi, il ministro Stefania Prestigiacomo e il direttore regionale dei Beni culturali Giangiacomo Martines per la sensibilità che hanno dimostrata. Sono aperto a qualunque tipo di soluzione verrà prospettata dallo Stato, che sia mirata al rispetto del benessere dei colibrì attualmente garantito nel parco di Miramare. Sono certo che con po' di buona volontà i problemi tecnici in essere si risolveranno nell'arco di pochissimi giorni». Stefano Rimoli commenta così l'annuncio del tavolo convocato da Martines per oggi, il messaggio lanciato dal ministro Prestigiacomo e dunque gli spiragli che si sono aperti. Il responsabile del Centro usa toni ben diversi da quelli che aveva avuto solo poche ore prima nei confronti del soprintendente Luca Caburlotto: «La bombola di gas pericolosa secondo il soprintendente? Non solo ora è presidiata giorno e notte e i Vigili del fuoco ne hanno inviato documentazione anche al ministero e alla Procura, ma la Tuttogas di Udine che ne è proprietaria si era offerta di apportare le modifiche (spostamento via dagli alberi o interramento: questo è il problema) e lo stesso Caburlotto non l'ha permesso: solo la Soprintendenza può chiedere interventi nel Parco di Miramare. E allora perché non li fa, anziché mandarci via?», aveva detto Rimoli. Come si può traslocare una specie protetta, aveva aggiunto il responsabile del Centro, che si riproduce, «mentre la Colombia ha lanciato un allarme a livello mondiale: i colibrì si stanno estinguendo, la mancata impollinazione provocherà effetti di desertificazione peggiori di quelli del clima. Arriveranno forti finanziamenti - aveva detto - a chi preserverà la specie, ci sono interessi enormi. I nostri 80 colibrì hanno un valore inestimabile, e Miramare è l'unico posto che ne possa garantire il benessere, come certificato dalle Università di Udine e Camerino, dai Governi italiano, di Perù, Ecuador e Colombia». Dopo aver incassato l'appello dell'astrofisica Margherita Hack Rimoli ora espone anche un documento-appello (mozione che non è passata in consiglio comunale) firmata dai consiglieri di ogni colore politico. Altrettanto è accaduto a Duino Aurisina mentre il parlamentare del Pd Ettore Rosato ha presentato un'interrogazione. «Tutti pensano ancora che io sia un privato che si diletta - aveva detto già in precedenza Rimoli - e invece per decreto ministeriale questo è un centro dello Stato: lo mettano qui o lì, lo riscaldino a carbone, o con altro, ma procurino che sia messo a posto». Ma per mantenere il Centro? «Basterebbero 100 mila euro all'anno» - aveva concluso Rimoli - cioè meno di quanto costano l'Orto botanico o Carsiana.
Trieste, colibrì. Rimoli: Basterebbero 100mila euro l'anno
Il responsabile del Centro per la protezione e la conservazione della specie colibrì, Stefano Rimoli, ha espresso la sua gratitudine per la sensibilità dimostrata dal ministro Sandro Bondi, Stefania Prestigiacomo e Giangiacomo Martines. Ha affermato di essere aperto a qualsiasi soluzione proposta dallo Stato per risolvere i problemi tecnici che si sono aperti nel parco di Miramare. Rimoli ha anche criticato il soprintendente Luca Caburlotto per non aver permesso alle Tuttogas di Udine di apportare le modifiche necessarie per risolvere il problema. Ha sottolineato l'importanza di preservare la specie colibrì, che si sta estinguendo, e ha richiesto finanziamenti per il centro.
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