Giove. Nota della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici "Bene la gestione da parte del Comune" GIOVE - "Questo ufficio conferma che il complesso monumentale vincolato costituito dal castello di Giove, per il quale è in corso la procedura giudiziaria di vendita all'asta, riveste particolare interesse storico artistico. A tale riguardo, si ritiene positiva l'intenzione espressa dal comune di Giove di gestire il bene". E' questo il succo di una nota pervenuta al sindaco di Giove Alvaro Parca da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Perugia e relativa al principale monumento e simbolo del borgo, il castello. Un castello, teatro, nel tempo, di alterne vicende. Edificato in epoca medioevale dalla famiglia Colonna e trasformato in una lussuosa residenza dal marchese Mattei, fu successivamente residenza dei duchi D'Acquarone e, dopo un periodo di abbandono, venne acquistato nel 1985 dal produttore americano Charles Robert Band che lo adibì a set cinematografico. Il mancato pagamento da parte dello stesso Band dei numerosi creditori, ha portato il castello ad essere oggetto di un' asta giudiziaria. Dopo le prime due aste, andate deserte, si avvicina la terza, prevista per metà gennaio con una base che è scesa da 4 a 3,2 milioni di euro. In vista di ciò, il sindaco di Giove si è più volte e su più fronti attivato per riuscire ad acquisire al patrimonio pubblico questo indescrivibile gioiello, che lascia incantato chiunque lo ammiri, simbolo di un'intera comunità e ben visibile dall'autostrada del sole che sovrasta dall'alto del colle su cui è edificato, perfetto testimone di una terra mistica e ricca di bellezze artistiche. "Un'opportunità unica e difficilmente ripetibile - ha affermato più volte Parca - per acquisire un bene che potrebbe diventare il volano della rinascita economica di un intero territorio". Ma le finanze di un piccolo comune di circa 2mila abitanti sono quelle che sono e, nel tentativo di attivare una sinergia tra enti pubblici e, eventualmente, gruppi di investimento, Parca si è fatto promotore di tutta una serie di iniziative nei confronti di chiunque potesse avere titolo per intervenire, dal presidente del Consiglio, al ministro ai Beni Culturali, alla presidente della Regione. La vicenda è arrivata fino in parlamento con un'interrogazione presentata dall' onorevole Carlo Trappolino, cui non è ancora stata data risposta. E, cosa ben più grave, il totale abbandono in cui da troppo tempo versa l'imponente-monumento ne ha causato il lento ma inesorabile degrado, che ha portato alla rottura di vetri e infissi, al distacco di pezzi di muro e rami secchi di vegetazione cresciuta indisturbata sulle mura stesse, tanto più preoccupante se si pensa che il castello è ubicato nella piazza principale del paese a ridosso della abitazioni del centro storico. Una situazione, in conseguenza della quale, sono intervenuti i Vigili del fuoco, prescrivendo una serie di interventi di ripristino e il transennamento di metà del perimetro del castello. Ora, finalmente, una prima timida buona notizia, questa lettera della sovrintendenza che rimanda alla competenza del ministero "l'eventuale attivazione della procedura di prelazione". E' la speranza e forse l'unica significativa occasione di sviluppo di un'intera comunità, che vive in un territorio bellissimo e incontaminato ma troppo spesso dimenticato.
Umbria, Giove. Tutelare il castello
Il castello di Giove, un monumento storico e artistico, è stato oggetto di una procedura giudiziaria di vendita all'asta. La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Perugia ha confermato che il complesso è di particolare interesse storico e artistico. Il comune di Giove ha espresso l'intenzione di gestire il bene. Il castello, costruito in epoca medioevale, ha subito diverse vicende, tra cui l'abbandono e la trasformazione in set cinematografico. Il mancato pagamento dei creditori ha portato al suo abbandono. Il sindaco di Giove, Alvaro Parca, si è attivato per riuscire ad acquisire il castello al patrimonio pubblico.
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