Anche il baritono di fama mondiale scrive al presidente della Repubblica Non distruggiamo un'altra bandiera del nostro Paese SPOLETO - Si alza un'altra voce a difesa del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Ed è una voce di fama mondiale, quella del baritono Leo Nucci, tra l'altro grande ufficiale della Repubblica italiana. Dopo l'appello al presidente Napolitano e al ministro Bondi inviato congiuntamente da parte di dieci tra i più celebri cantanti d'opera conosciuti a livello internazionale (Renato Bruson, Mariella Devia, Leo Nucci, Daniela Barcellona, Ruggero Raimondi, Cinzia Forte, Norma Fantini, Lucia Aliberti, Sonia Ganassi, Micaela Carosi) "nati" artisticamente a Spoleto, è Nucci a scrivere direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una lettera personale, incisiva e appassionata per chiedere al presidente di intervenire per evitare che il taglio dei fondi alla cultura, costringa lo Sperimentale a chiudere i battenti, lasciando tra l'altro a casa 130 lavoratori tra coristi, orchestrali, macchinisti e tecnici. Nucci artisticamente è nato proprio a Spoleto. Ha vinto il concorso nel 1967 debuttando poi al Teatro Nuovo di Spoleto nel ruolo di Figaro ne "Il barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini. Dopo quel debutto folgorante Nucci è stato chiamato nei più grandi teatri del mondo. Prima alla Scala di Milano, nel 1978 al Covent Garden di Londra e subito dopo all'Arena di Verona, poi alla Staatsoper di Vienna, all'Opernhaus di Zurigo e al Metropolitan di New York. Prossimamente canterà a Roma il Nabucco di Giuseppe Verdi, diretto da Riccardo Muti, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. "Signor presidente - scrive Nucci - mi sento in dovere di rivolgerle un appello a favore del Belli di Spoleto. Io, come tanti altri colleghi, ho avuto l'onore e la fortuna di vincere il concorso dello Sperimentale. Grazie a tale vittoria dal 1967 ad oggi ho avuto il privilegio di cantare in tutti i più grandi teatri del mondo portando con orgoglio la nostra lingua in quei luoghi celebrati. L'opera, nostra invenzione come ha affermato in una bella trasmissione della Bbc il maestro Pappano, è una delle forme d'arte che tutto il mondo ci invidia". "Un popolo - continua Nucci - non può annullare la sua storia, neanche nei momenti difficili. Anzi penso che l'orgoglio e l'onore di appartenenza vadano esattamente nell'altro senso. Lei più di tutti ce lo insegna. Avrò l'onore di cantare a Roma il Nabucco di Giuseppe Verdi - continua la missiva - diretto dal maestro Riccardo Muti in occasione delle Celebrazioni della nostra Unità Nazionale. L'opera lirica è stata parte importante perla realizzazione di tale unità, se non altro come riferimento emozionale e linguistico. Lei, signor presidente Napolitano, parla sovente e giustamente dei giovani. Sono nonno e spesso penso al futuro delle mie nipotine. Lo Sperimentale di Spoleto ha dato e da, a tanti giovani meritevoli che hanno voglia di impegnarsi, (e tanti ce ne sono in Italia) la possibilità e la preparazione professionale per immettersi nel mondo del lavoro, perché anche la nostra professione è un lavoro altamente qualificato. Ci aiuti signor presidente. Aiuti il Centro Sperimentale Belli di Spoleto a sopravvivere. Aiuti il mondo della musica operistica a continuare ad essere quella bandiera dell'Italia che il mondo ama e brama".
Spoleto. Nucci: "Napolitano ci aiuti a salvare il Belli"
Il baritono Leo Nucci, grande ufficiale della Repubblica italiana, ha scritto una lettera personale al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere di intervenire per evitare che il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto chiuda i battenti a causa del taglio dei fondi alla cultura. Nucci, nato a Spoleto e vittima del concorso dello Sperimentale nel 1967, ha chiesto al presidente di aiutare il centro a sopravvivere e di proteggere il mondo della musica operistica. Ha anche ricordato l'importanza dell'opera lirica per la realizzazione dell'Unità Nazionale e ha chiesto di non distruggere la bandiera del teatro.
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