Dopo-Voceri. Persone, retroscena, telefonate Sgarbi: al vertice del Te certamente Bergamo Rossi Alla ricerca del successore di Voceri di sponsor nuovi e denaro fresco Sgarbi è certo: Bergamo Rossi al Centro internazionale MANTOVA. Tanta arte e neanche un soldo. Il Centro del Te, che era la rappresentazione internazionale di Mantova, è in lento spegnimento. Nelle recenti festività, considerando le ristrettezze, ha ridotto le spedizioni degli auguri di felicità e prosperità. Triste, vero? Ma nel futuro c'è il nome di Toto Bergamo Rossi, parola di Vittorio Sgarbi. Dopo i tagli del Comune e le ridotte disponibilità degli sponsor, l'associazione pubblico-privata nata nel 1990 aspetta che il sindaco si pronunzi sul successore di Voceri. Un successore di Voceri che riapra i giochi, trovi denaro fresco, rimetta in moto la macchina delle mostre e la bell'immagine della città. Nicola Sodano fa sapere che l'uomo giusto è stato individuato. E che non si tratta d'un mantovano, come se questo dettaglio "esotico" fuggisse alle eventuali concorrenze indigene, e incidesse sul propellente necessario per far ripartire il Centro Te ora messo all'angolo, dopo i mondialismi della Celeste Galeria e i fasti della Forza del Bello. Nuovo presidente: identità top secret, perché così ci sarà più effetto sorpresa glamour e fashion a seguito della nomina di Alain Elkann - consulente del ministro ai beni culturali Sandro Bondi - a nuovo presidente del comitato scientifico nel giugno passato. Ma per sapere di Mantova bisogna andare nell'altrove di Mantova, come vuole il sindaco. Cerchiamo. Il nome lo captiamo all'esterno della microgeografia cittadina dei tre laghi. Il nuovo presidente del Centro Te dovrebbe o potrebbe essere appunto Toto Bergamo Rossi, celebrato restauratore veneziano, uomo di gusto e di mondo, residente nella Serenissima, referente dell'esclusivo club americano Venetian Heritage che annovera magnati, aristocratici ed ereditiere del globo innamorati della città dei dogi e per essa disposti a profondere denari. Toto Bergamo Rossi, personalità di charme, mobilitatore del jet set internazionale, già visto in Palazzo Te in occasioni espositive e mondane ormai figlie della nostalgia, dell'abbondanza e del buon vivere mantovano. Personalità già impegnata al Te per le relazioni internazionali, e intercettata il 22 settembre in municipio, a Mantova, nell'occasione di un incontro denso di significati e pregno di prospettive fra il sindaco Sodano, il sovrintendente di Venezia, già viceministro dei beni culturali Vittorio Sgarbi (riapprodato in Mantova dopo il congelamento dei rapporti con la Brioni) e il deputato leghista Gianni Fava. Presenza, quella di quest'ultimo, assai interessante, perché Fava è un leghista in purezza e onorevole patrono della bossiana compagine di maggioranza, ma mai visto e neanche sentito in ordine a cose d'arte e cultura delle quali ha trattenuto personalmente la delega. Fava dunque garante di un qualcosa di nuovo, intellettuale (c'era Sgarbi) e localissimo (c'era il sindaco). Fatti i conti ecco stagliarsi allora la nomination di Bergamo Rossi al Centro Te. Ma da quella riunione del 22 settembre in municipio il sindaco non ha mai rivelato nomi, ma posticipato la fine dell'esperienza di Voceri di qualche mese. Nuovo anno, presidente nuovo. A Roma come a Venezia i beni informati confermano: ai vertici del Centro internazionale di Palazzo Te dovrebbe o potrebbe essere chiamato Bergamo Rossi. Lo stesso Sgarbi dice e ripete il suo nome come di una scelta avvenuta, necessaria, obbligata e senza alternative: «Certo, non può essere altro che lui». Lo storico dell'arte, colto in un momento di calma e di grazia, al telefono cerca un'alternativa e un paradosso divistico: «A meno che il sindaco di Mantova non riesca a portare al Te George Clooney...». Sgarbi elogia Bergamo Rossi: «Porta soldi, frequenta il mondo degli sponsor, è un grande sollecitatore dei comitati privati, è l'uomo che serve». Ancora Sgarbi chiude il ragionamento raccontando che intorno alla scelta c'è un fine ordito politico: «Gianni Fava sostiene la scelta, il massimo sponsor di Toto è lo stesso Voceri, e poi...». E poi? Vada avanti, professore. Sgarbi non arretra. Procede, e racconta: «È da settembre che si sa di Bergamo Rossi. E poi, in un'altra circostanza, io ero a Roma, davanti a Bondi quando lo stesso ministro telefonò al sindaco Sodano per dirgli che al vertice del Centro Te non poteva esserci che Bergamo Rossi». Il Toto presidente è già fatto ed appartiene alla filiera bondiana come alla benedizione sgarbiana. Il triangolo sul futuro del Centro internazionale di Palazzo Te è equilatero. Da una parte, o meglio, su un lato c'è Elkann - arruolato in sostituzione di Salvatore Settis, consulente di Bondi e sussurrato da Bondi al sindaco Sodano. Sull'altro lato viene collocato il nome di Bergamo Rossi, sostenuto da Sgarbi e avallato da Bondi. Alla base del triangolo c'è l'esigenza urgente e vitale di trovare sponsor. Perché qui come altrove non c'è un euro.