L'assessore all'Ambiente Bramerini: dopo il boom degli ultimi anni sono indispensabili nuove regole, anche nel territorio toscano FIRENZE. Dalla giunta regionale arriva una stretta per i grandi impianti fotovoltaici, oltre 200 kw, e regole che comunque limitano anche quelli più piccoli. E già da questa settimana sono all'esame norme analoghe per l'eolico. La proposta di delibera a firma degli assessori Annarita Bramerini (ambiente e energia), Anna Marson (urbanistica e territorio) e Gianni Salvadori (agricoltura) sarà nei prossimi giorni all'esame della 3 commissione e 6 commissione che, dopo le consultazioni con associazioni e enti locali, redigeranno il testo definitivo che andrà in consiglio. Una delibera imposta dal Governo che, con la disciplina unica nazionale sulle rinnovabili, ha chiesto alle Regioni di individuare i siti non idonei all'installazione di specifiche tecnologie di impianti. Assessore Bramerini, cosa prevede la proposta della giunta? «Intanto abbiamo dato i primi indirizzi per il fotovoltaico. Poi lavoreremo anche sulle altre rinnovabili, a partire dall'eolico. Vengono individuate quattro tipologie di impianti, da quelli piccoli fino a quelli oltre i 200 kw, e per ciascuna tipologia ci sono limiti più o meno forti all'installazione». Quali sono questi limiti? «Soprattutto vogliamo impedire che proliferino quelli di grandi dimensioni che, in molti casi, non sono costruiti da agricoltori che integrano il reddito dell'azienda, ma da grosse realtà industriali che prendono i terreni in affitto per vent'anni. E quindi no ai grandi impianti nei siti Unesco, in aree con vincoli paesaggistici, in quelle umide e in quelle a rischio esondazione, nei territori con Doc, Docg, Igt, Dop e Igp, anche nelle aree protette. In queste zone, però, sono possibili gli impianti più piccoli». Ma ci sono eccezioni? «Certo. I grandi impianti sono possibili in aree urbanizzate prive di valore culturale e paesaggistico, nelle aree degradate, nelle cave dismesse e anche nelle zone agricole, limitando però al minimo l'impatto. Possibili anche su tetti di capannoni in aree industriali». Comuni e Province, che con le varianti urbanistiche contavano di avere ritorni sotto forma di Ici, cosa ne pensano? «Con loro parleranno le commissioni, anche se ci sono già stati dei contatti. Troveremo una forma che riesca a mettere d'accordo la tutela del paesaggio e le loro aspettative. Ma dopo la corsa degli ultimi mesi, in cui le richieste sono state moltissime, qualche regola ci voleva. E non dimentichiamo che, in attesa della nostra delibera, è comunque in vigore la normativa nazionale». Per l'eolico? «Ci lavoriamo già da questi giorni. Seguiremo le stesse linee guida».