Calcestruzzo nel sito archeologico, incamiciati i pilastri sotterranei FAVIGNANA Non hanno la fortuna di essere tutelate dall'Unesco, ma per bellezze naturali e archeologiche le isole Egadi di sicuro competono con le Eolie. Un piccolo paradiso per sub e turisti, dove nel silenzio sono nati 86 appartamenti su una delle cave di tufo, il tesoro archeologico di Favignana, protetto e vincolato come bene di interesse pubblico. Tutto legittimo e autorizzato. Può accadere, se non ci sono regole: basti il fatto che a Favignana il piano regolatore non esiste, si costruisce secondo le linee guida del piano di fabbricazione del 1970. Il caso del residence, sollevato la scorsa estate da "Repubblica" e rilanciato in tv da "Striscialanotizia", ora si complica: una parte della cava è stata riempita di calcestruzzo e i pilastri sotterranei di tufo sono stati incamiciati perché acquisissero maggiore robustezza. In sintesi, il sito archeologico è stato stravolto, e anche questa volta con tanto di autorizzazioni. Dal Comune di Favignana l'opposizione di centrosinistra lancia l'allarme: «Nonci sono solo le Eolie, siamo a rischio anche noi». A Favignana attendono di nascere una circonvallazione e un albergo, quest'ultimo proprio nei pressi del residence. Progetti che il Comune insìste per realizzare, e temporaneamente stoppati dal piano paesistico approvato nello scorso settembre. A sbloccarli, o a farne nascere altri, potrebbe essere la corsia preferenziale del grande evento, la Louis Vuitton Cup di vela prevista l'anno prossimo a Trapani, che prevede un investimento di 62 milioni di euro dello Stato per infrastrutture, in parte destinate anche a Favignana. La costruzione del residence in località Badia (il sito è noto come Cava Sant'Anna) è stata autorizzata in un periodo di vacano, appena qualche giorno prima che entrasse in vigore il vincolo di inedificabilità apposto dalla stessa Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Trapani. Il silenzio-assenso di Comune e Regione ha fatto il resto. Oggi una cava a Favignana sarebbe intoccabile. E quella stessa Soprintendenza che nel gennaio del 2002 imponeva al costruttore di «non interferire in alcun modo con l'integrità della cava» e di «evitare danneggiamenti alla volta sottostante», poco più di un anno dopo ha autorizzato il nuovo costruttore, la Sicilimmobiliare di Marsala, a riempire parte delle grotte con il calcestruzzo e a incamiciare i pilastri per renderli più resistenti. Unica accortezza: l'intonacatura con un «impasto tufaceo» in grado di nascondere tutto. Del 50 per cento della cava sparita (2.500 metri quadri) non si parla più. Secondo il soprintendente di Trapani, Giuseppe Gini, si tratta di una collaborazione esemplare: la cava potrà essere visitata dal pubblico, nonostante il residence. Anche se il tecnico che ha redatto la relazione sul consolidamento, l'ingegnere palermitano Guido Umiltà, suggerisce di limitarne l'uso alla sola manutenzione. A favore del progetto ha giocato il cambio di guardia al Comune. L'amministrazione precedente di Giuseppe Orlisi che aveva predisposto un piano regolatore mai decollato «per continue difficoltà burocra-tiche», dice l'ex sindaco aveva bocciato i due progetti presentati sulla stessa area. Non è andata così quando è stato eletto sindaco il for-zista Gaspare Ernandez, legato al sottosegretario Antonio D'Ali, uno dei signori del vo to di Trapani. Sicilimmobiliare ha avuto partita vinta. A Ernandez piacciono anche la circonvallazione e l'albergo che un gruppo di privati, tra i quali la Bulgarella costruzioni di Trapani, vorrebbe costruire a Favignana. Opere bloccate, per ora, dai vincoli del nuovo piano paesistico, redatto dallo stesso gruppo di lavoro della Soprintendenza che ha autorizzato il residence. Ma secondo il leader dell'opposizione favignanese, il consigliere comunale Lucio Antinoro, anche il piano non è immune da vizi. A cominciare dal piano stesso, redatto per sostituire quello che la So-printendenza aveva elaborato senza sentire il Comune. «Dopo 15 anni di battaglie legali, il vecchio piano è stato fatto decadere per questa ragionespiega Antinoro ma in quello nuovo le linee guida del Comune sono state stravolte. Per esempio il lotto minimo edificabile, che secondo il Consiglio comunale doveva essere di 10 mila metri quadri. Ora per costruire basta che il terreno sia delimitato da un muro a secco. E le fosse biologiche inquineranno tutto. Poi c'è la questione delle zone edificabili. Adesso si può costruire solo nella zona est, quella piana, in cui i terreni non valevano un granché. Chi ha comprato un terreno che era edificabile dall'altra parte dell'isola si ritrova con un pugno di mosche in mano. E viceversa».