Ajetti, Cgil: nemmeno nella sanità lavorano così Il nuovo contratto prevede di coprire tre feste su quattro I 70 operatori hanno bocciato lipotesi Chi aveva programmato una visita nellultimo giorno di vacanza è rimasto deluso: portoni dei musei civici sbarrati e cartelli che annunciano la chiusura causa sciopero degli addetti alle sale. Scena che ieri si è ripetuta a Palazzo Madama, dove era accessibile solo la Sala del Senato, alla Galleria dArte Moderna, al Museo dArte Orientale e al Borgo Medioevale. Aperte solo le esposizioni temporanee gestite con personale delle cooperative. I turisti e i torinesi che avevano previsto di passare una giornata nei musei del Comune hanno dovuto cambiare programmi e non sono stati nemmeno avvertiti per tempo del rischio di trovare le sale chiuse. La Fondazione Musei sembra aver sottovalutato limpatto di uno stop annunciato più di un mese fa da Cgil, Cisl e Uil dopo la rottura del tavolo sul lavoro domenicale. I vertici dei «civici» non si aspettavano unadesione così alta e un impatto del genere con la chiusura di fatto di tutte le sedi espositive. Lente guidato da Giovanna Cattaneo, alle prese con tagli dei fondi e ridimensionamento dei budget, ha disdetto laccordo sindacale che prevedeva, per gli addetti alle sale, di coprire due domeniche su quattro ogni mese, giorni che per il contratto nazionale di categoria sono considerati lavorativi a tutti gli effetti. Ma la mancanza di personale, tra nuove assunzioni impossibili e contratti a tempo non rinnovabili, ha convinto la Fondazione a rivedere la questione perché non si riusciva più a garantire la copertura di tutte le sale dei musei nel giorno di massima affluenza dei visitatori. Punto di mediazione? Lavorare tre domeniche su quattro, al posto di quattro su quattro, ma i 70 operatori dei musei civici hanno bocciato lipotesi. «Nemmeno il personale della sanità lavora tre domeniche consecutive su quattro», sottolinea Dante Ajetti della Cgil. E Matteo Maffei, uno dei rappresentanti sindacali interno alla Fondazione, aggiunge: «Questa situazione è figlia dei tagli alla cultura - dice - per noi non è un problema lavorare alla domenica. Lo abbiamo sempre fatto. Ma tre su quattro, aggiungendo festività, sabati e lunedì di straordinario, è troppo. Piuttosto che stressare i dipendenti, sarebbe meglio riuscire a trovare le risorse per aumentare loccupazione in un momento di crisi». I lavoratori in sciopero si sono ritrovati ieri mattina in piazza Castello davanti a Palazzo Madama per spiegare le ragioni della loro protesta a turisti e torinesi che cercavano senza successo di entrare al museo. E sono determinati ad andare avanti con altri stop nei prossimi mesi, se la Fondazione non riconvocherà un tavolo per riaprire la discussione. «Difficile riaprire una trattativa che per noi è terminata - spiega Adriano Da Re, segretario della Fondazione Musei - si era trovato un punto di mediazione, tre domeniche su quattro, che sembrava accettabile anche per i sindacati, ma i lavoratori non sono daccordo. Noi non possiamo fare altrimenti per garantire le aperture la domenica e per questo abbiamo disdetto il vecchio accordo». Nonostante ladesione massiccia allo sciopero, tranne per un paio di dipendenti a tempo determinato, lente guidato dallex sindaco Cattaneo non ha intenzione di cambiare rotta, «anche se ci aspettavamo un effetto minore dellastensione - aggiunge Da Re - prevedendo comunque di poter garantire lapertura della maggior parte delle sale dei musei». Sono spente da ieri sera le Luci dartista che hanno illuminato ancora una volta le notti di Natale torinesi. Ma non rimarranno in magazzino fino al termine del 2011. Saranno riaccese il 17 marzo in occasione delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dellUnità dItalia. Come tutta la città, anche le vie illuminate dalle Luci dartista si presenteranno addobbate a festa per lavvenimento. Tre sono state le novità di questanno: la realizzazione di «My Noon», nuova opera ideata dallartista tedesco Tobias Rehberger, «Bwindi Light Masks», linstallazione di Richi Ferrero con la quale ha partecipato alla Luminale 2010 di Francoforte e la «Cristallizzazione sospesa» di Carlo Bernardini. Queste, con le altre diciassette installate nelle vie del centro, rimarranno visibili fino a tutto il mese di giugno.
TORINO - Musei civici, portoni sbarrati contro il turno domenicale
I 70 operatori dei musei civici di Torino hanno scioperto per due giorni, bloccando le aperture delle sale espositive. Il contratto prevedeva di coprire tre feste su quattro, ma i lavoratori hanno bocciato la proposta. La Fondazione Musei ha deciso di disdetto l'accordo sindacale e ha chiesto ai lavoratori di lavorare tre domeniche su quattro, ma i sindacati hanno rifiutato. La protesta è stata organizzata per spiegare le ragioni della protesta ai turisti e torinesi. I lavoratori sono determinati ad andare avanti con altri stop nei prossimi mesi se la Fondazione non riconvocerà un tavolo per riaprire la discussione.
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