Quindici comuni di piccola e media grandezza varano regole edilizie unitarie. Sono i municipi del comprensorio del l'Empolese-Val d'Elsa (240mila abitanti in tutto): Capraia e Limite, Castelfiorentino, Castelfranco di Sotto, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Fucecchio, Gambassi Terme, Montaione, Montespertoli, Montopoli Val d'Arno, Montelupo Fiorentino, San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Vinci. Così si sono guadagnati la segnalazione di miglior performance al centro Italia da parte del rapporto On-Re 2010 di Legambiente-Cresme su risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Ogni comune ha serbato il proprio regolamento edilizio, ma nel contempo ha varato regole unitarie, talora obbligatorie, talaltra di indirizzo. Il campo d'azione di questo «regolamento per l'edilizia bio-ecosostenibile», vastissimo, ripercorre, sia con la metodologia a punteggio sia con lo spirito, il protocollo Itaca (peraltro mai citato nel documento). Ed è questo forse il suo punto debole: pare che i comuni abbiano voluto elaborare in proprio i criteri dell'edilizia virtuosa, sostituendo gli standard di Itaca (tutto sommato ampi e adattabili al territorio). Il regolamento è un mix di requisiti obbligatori, incentivazioni e disincentivazioni. Queste ultime consistono in incrementi fino a un massimo del 70 degli oneri di urbanizzazione. Le incentivazioni sono, invece, riconoscimenti formali (targhe di bronzo, argento e oro) che potranno servire per vendere l'immobile sul mercato a più alto prezzo, salva la volontà del singolo comune di attribuire anche contributi in denaro. Ogni intervento è valutato in base a 48 schede tecniche. Ognuna attribuisce un diverso punteggio a nuove costruzioni, lottizzazioni, ristrutturazioni e alla manutenzione e al restauro (categoria unica, questa). La somma dei punteggi di ogni singola scheda permette di attribuire il "premio" o, al contrario, la punizione in termini di maggiori oneri di urbanizzazione. Tra i criteri più importanti, quelli relativi all'analisi del sito e all'integrazione nel suo contesto, all'orientamento del l'edificio (e degli ambienti interni), alla protezione contro i vari inquinamenti (atmosferico, elettromagnetico, acustico, luminoso, radon, amianto), all'isolamento e al comfort termico, alla riduzione dei consumi idrici ed energetici (riscaldamento, raffrescamento), all'utilizzo di fonti rinnovabili, alla gestione del verde. In sostanza, crescono gli adempimenti progettuali in caso di opere edilizie, che prevedono valutazioni su dati climatici e ambientali, disponibilità di luce naturale e di fonti energetiche rinnovabili, contesto acustico, rischio idrogeologico, inquinamento. La permeabilità dei suoli è obbligatoria per almeno il 25 della superficie di nuova edificazione. Incentivati tetti verdi, serre solari e l'estensione delle aree a giardino. Recepite, per le nuove costruzioni, le norme nazionali edilizie sul l'inquinamento acustico, quelle sulla produzione di energia da fonti rinnovabili (1 kW per unità immobiliare) e per la produzione, dalle stesse fonti, di acqua calda sanitaria (50 del fabbisogno). Lunedì 17 gennaio L'ultima puntata sui regolamenti premiati nel rapporto On-Re LEGGI REGIONALI A CURA DI Maria Chiara Voci EMILIA ROMAGNA Aree per impianti fotovoltaici L'Emilia Romagna individua le aree in cui non è possibile installare gli impianti fotovoltaici, applicando le linee guida nazionali. Il provvedimento è temporaneo e sarà valido fino all'entrata in vigore delle linee guida regionali, che disciplineranno gli impianti di energia da tutte le fonti energetiche rinnovabili. Tra i siti da privilegiare per posizionare i pannelli, spiccano gli edifici esistenti, le fasce di rispetto delle infrastrutture, le aree di servizio a discariche autorizzate, le cave dimesse. Possibile anche l'installazione nelle aree agricole, a condizioni particolari, anche se si trovano in zone di interesse paesaggistico-ambientale. Non sono invece idonee le aree di tutela paesaggistica, censite nel Piano territoriale paesistico regionale o nei piani provinciali e comunali, le zone di tutela naturalistica, il sistema forestale e boschivo, le zone di tutela della costa e dell'arenile, gli invasi e gli alvei di laghi, bacini e corsi d'acqua, i crinali tutelati dai Ptcp, i calanchi, i complessi archeologici, gli immobili e le aree di notevole interesse pubblico, le aree incluse nelle riserve integrali, in quelle orientate, in quelle naturali e nelle aree forestali e umide della Rete Natura 2000. La nuova normativa non si applica ai procedimenti autorizzativi già conclusi, a quelli che sono formalmente avviati (hanno cioè presentato l'istanza di autorizzazione unica o il sostitutivo titolo abilitativo) e a quelli che sono già stati ammessi a finanziamento pubblico. Dal 6 dicembre 2010, n. 28 Bur 10 dicembre 2010, n. 170 LIGURIA Aggiornamento classi sismiche È in vigore dal 1 gennaio 2011 la nuova classificazione sismica del territorio approvata dalla Liguria. La regione ha aggiornato la delibera n. 1308 del 24 ottobre 2008, che era stata approvata prima dell'entrata in vigore, a livello nazionale, delle norme tecniche per le costruzioni (Dm 14 gennaio 2008). La nuova mappatura del territorio ricalca la classificazione indicata dalla commissione regionale rischio sismico, costituita dalla regione. Per il territorio di Genova, la città è stata suddivisa in più unità urbanistiche, corrispondenti a un diverso grado di rischio. Dgr 19 novembre 2010, n. 1362 Bur 15 dicembre 2010, n. 50 MARCHE Invio dei permessi paesaggistici Con una delibera di giunta, la regione definisce gli indirizzi concernenti le modalità di trasmissione delle autorizzazioni paesaggistiche ai sensi dell'articolo 146 del codice dei beni culturali. Dgr 6 dicembre 2010, n. 1754 Bur 17 dicembre 2010, n. 111 Pannelli solari installati a terra Dopo aver individuato con il via libera alla deliberazione di Assemblea legislativa del 30 settembre 2010, n. 13 le aree non idonee per l'installazione di impianti fotovoltaici a terra, la giunta della regione Marche fornisce anche le interpretazioni tecnico-amministrative. Il nuovo atto, che costituisce parte integrante alla delibera di consiglio, specifica fra il resto la questione dell'applicazione delle linee guida rispetto ai processi pendenti e ne ribadisce l'efficacia anche in caso di mancata cartografazione delle aree non idonee da parte dei comuni. Dgr 6 dicembre 2010, n. 1756 Bur 17 dicembre 2010, n. 111
Toscana, 15 città premiano le case a impatto zero
In Emilia Romagna, i comuni del comprensorio Empolese-Val d'Elsa hanno varato regole unitarie per l'edilizia bio-ecosostenibile. Questo regolamento, che è stato segnalato come miglior performance al centro Italia da parte di Legambiente-Cresme, prevede valutazioni su dati climatici e ambientali, disponibilità di luce naturale e di fonti energetiche rinnovabili, contesto acustico, rischio idrogeologico, inquinamento. Le nuove costruzioni devono avere almeno il 25% di permeabilità dei suoli. Incentivati sono i tetti verdi, serre solari e l'estensione delle aree a giardino.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo