Intorno, quel che resta dei luoghi in cui Marsilio Ficino, Lorenzo il Magnifico, Poliziano e il sodalizio di amici dellAccademia Platonica discettavano di filosofia, tra svaghi e passeggiate in aperta campagna lungo il torrente Terzolle. Inizia da qui la caccia al tesoro tra rovi e arbusti per riscoprire quelle antiche tracce e monumenti. Dal crocevia di via delle Gore e via Aselli, dove si erge un alto muro sbrecciato con un folto cappello di edera verde con al centro unapertura orlata di pietra serena. Sembra che stia per crollare, e di certo sta in piedi grazie al groviglio di robusti rami di edera che lo sorreggono. E quel che resta della Loggia Platonica, la "Porta sul Terzolle" della Villa Medicea di Careggi, costruzione quattrocentesca oggi totale disarmo. Non si vedono più neppure i merli della Loggia, completamente coperti di fogliame. Eppure è qui che gli Accademici Platonici discutevano di filosofia. Un luogo negletto, circondato dagli edifici della lavanderia di Careggi, ridotto a pietre anonime. «Ma per noi vale come il Battistero o Palazzo Vecchio. Qui cè la nostra storia, e vederla cancellata, sepolta sotto ai rovi è uno scempio che non vogliamo consegnare ai nostri figli» osservano Franco Mercatelli, Giancarlo Della Valle e Renzo Rosi, rispettivamente presidente, decano dei soci e consigliere del Circolo Sms di Careggi, che ci scortano in sopralluogo tra fazzoletti di campagna che hanno segnato le tappe delle loro vite, le case, gli amori, la famiglia, gli amici. «Viviamo qui - dicono - i nostri figli sono cresciuti qui. Perché far sparire le poche tracce nobili di storia sopravvissute allespansione dellospedale, ai poderi diventati ville, ai campi occupati da nuovi insediamenti?». Partenza da via Cosimo il Vecchio 7, sede del Circolo, vicino alla dimora di campagna (oggi Villa le Fontanelle dei Serlupi Crescenzi) che "lanima benedetta di Cosimo de Medici" donò a Marsilio Ficino. Si percorre via Incontri, via della Pietra e via di Careggi. Su e giù per nastri di stradine «sbuccia carrozzeria», come dice il decano Giancarlo, che tante volte ha percorso a piedi quei sentieri antichi che collegavano appunto la Villa Medicea di Careggi con la Bolognese e Pratolino. La strada serpeggia verso valle: «Eccolo, guardi comè ridotto quello che già Bargellini, nel suo libro sulle strade di Firenze, definisce "Ponte mediceo": lo vede?». No, quello che si scorge parallelo alla strada è un ammasso di rovi e arbusti. Se ci si sporge, si intravede larco del ponte, ma poco più. E tutto interrato. «Trentanni fa un gruppo di studenti universitari ripulì il ponte, poi tutto è stato lasciato allincuria» spiega Mercatelli, altro residente della zona, di cui conosce ogni ruga e valle. «Al circolo siamo disponibili a ripulire tutto, a togliere erbacce e segare alberi, ma vogliamo assistenza dalla soprintendenza, non vogliamo poi sentirci accusare di aver smosso pietre e fatto danni». Altra tappa, partenza per piazza di Careggi e via delle Oblate. Stop alla "Loggia dei Bianchi". A quello che resta della Loggia e dei ponteggi erosi dalla ruggine che lassediano da 30-40 anni, per altro segnalato da un cartello. Un portico con colonne in pietra di fine '500 e un oratorio con una cupola ricoperta di conci a squame. Si legge che a fondarla è stato «un mercante di origine bergamasca, Bernardo Corona, che in veste penitenziale si recava a Roma e sostò di fronte ad un affresco trecentesco con la Madonna col Bambino. Allinterno, dove si trova il frammento pittorico con limmagine sacra; le pareti sono decorate da affreschi, in parte attribuiti a Bernardino Poccetti». Labbandono contrassegna tutta la struttura. «Nessuno sa a chi appartenga: Comune, soprintendenza, Asl?» si interrogano i soci del circolo. Mentre la Loggia Platonica pare appartenga allazienda ospedaliera (che vuole restaurarla) nulla si sa della proprietà degli altri beni. «Ma a chi ci dobbiamo rivolgere per ripulirli?» ripetono in coro allSms.