Immersi come siamo in una realtà spesso avvilente, a volte non ci accorgiamo di cosa Milano rappresenti ancora nel mondo. Almeno per il New York Times che la colloca, unica tra le città italiane, al quinto posto tra i 41 luoghi da visitare nel 2011 "scoprendo" situazioni la cui fin troppo lunga attesa ha cancellato per i cittadini dallelenco degli eventi simbolici che pure restano tali: la fine dei restauri che hanno permesso di "spacchettare" il Duomo, lapertura del Museo del Novecento, la riconversione di spazi industriali in gallerie darte e spazi creativi, gli appuntamenti con la moda, le architetture, il design, perfino linaugurazione dellHotel Milano Scala che il NYT traguarda nella prospettiva eco-chic dellospitalità "a emissioni zero, in un Paese dove le direttive verdi non sono ancora diffuse a provare che Milano è, ancora una volta, allavanguardia". Una sensibilità che ritroviamo nelle cifre "pop" delle visite ai musei nelle settimane di Natale con il record delle 75.876 presenze allArengario. Milano resta dunque una città sensibile al cambiamento, capace di progetti ed entusiasmi che producono "eccellenza" internazionale ieri come oggi. Ma, ieri come oggi Milano sembra incapace di valorizzare il proprio indubbio patrimonio indirizzandolo in un più complesso progetto sociale e urbanistico.
MILANO - Le eccellenze internazionali e i problemi di tutti i giorni
Il New York Times ha collocato Milano al quinto posto tra i 41 luoghi da visitare nel 2011. La città è stata descritta come un luogo di scoperta di situazioni simboliche, come la fine dei restauri del Duomo, l'apertura del Museo del Novecento e la riconversione di spazi industriali in gallerie d'arte. La città è stata anche elogiata per la sua sensibilità al cambiamento e la sua capacità di produrre "eccellenza" internazionale. Tuttavia, la città sembra incapace di valorizzare il proprio patrimonio culturale e di indirizzarlo in un progetto sociale e urbanistico più complesso. Nel 2011, il Museo del Novecento ha registrato un record di 75.
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