«Per la fiera di S. Agata va bene il piazzale Sanzio» In risposta alla lettera apparsa nella rubrica "Lo dico a La Sicilia" l'8 gennaio, dal titolo "Perché la fiera trasloca visto il successo?" si precisa che la Fiera di Sant'Agata e quella dei Morti sono due mercati distinti che si svolgono in due sedi diverse. Il signor Marletta ha evidentemente confuso i due eventi. L'ultima fiera dei Morti si è svolta, con successo di pubblico, nel parcheggio vicino all'aeroporto catanese, vista la l'indisponibilità della grande area di via Santa Sofia che l'aveva ospitata nei due anni precedenti. La fiera di Sant'Agata, con un numero di box notevolmente inferiore, si svolge invece, ormai da tre anni, consecutivamente a piazzale Sanzio, quest'anno dal 1 al 6 febbraio, senza problemi particolari di traffico veicolare e con l'apprezzamento del pubblico. Pertanto, è evidente la confusione in cui è forse incorso involontariamente il lettore. Quanto al parcheggio di via Santa Sofia, di proprietà dell'Università di Catania e che aveva ospitato negli anni scorsi la fiera dei Morti e non quella di Sant'Agata, larga parte della superficie è ancora occupata dalle strutture che sorreggono i pannelli dell'impianto solare, opere ben più che evidenti, tanto che il lettore nel sopralluogo, che asserisce d'avere effettuato, avrà sbagliato sito. Ufficio Stampa Comune di Catania «A chi giova il parcheggio Bellini di via Teocrito?» A chi giova che il parcheggio Bellini di via Teocrito in Catania? Appare un'oasi difficile da raggiungere tra la selva di bancarelle e luogo di sequestro e limitazione della libertà personale per l'enorme difficoltà in fase di deflusso. Rino Privitera «Via Rosano poco servita dai bus dell'Amt» Con la presente istanza si chiede alle autorità competenti di esaminare la possibilità che l'autobus 635 con partenza da piazza Palestro, transito su via Palermo e arriva a Monte Po e viceversa, possa deviare entrando su via Rosano arrivi alla rotonda dello Stradale S. Giorgio e ritorni nuovamente su via Rosano percorrendo anche in senso inverso reimmettendosi su via Palermo per arrivare in piazza Palestro o Monte Po. Il tratto di via Rosano attualmente è completamente sprovvisto di qualunque servizio pubblico dell'Amt tranne in un piccolo tratto lato S. Giorgio già servito da un'altra linea che percorre lo Stradale S. Giorgio, entra e gira nella rotonda a ridosso di via dell'Agave. Nel tratto stradale di via Rosano si trovano due grossi complessi "La Magnolia" e le cooperative di via dell'Eucalipto, dove vivono centinaia di famiglie di cui parecchie anziane che potrebbero utilizzare il mezzo pubblico lasciando a casa il mezzo privato. Nella parte alta di via Palermo si trova anche il grande Ospedale Garibaldi, dove giornalmente affluiscono migliaia di utenti che abitano nella zona di S. Giorgio, che potrebbero utilizzare comodamente il mezzo pubblico. L'autobus 635 che transita su via Palermo, attualmente è quasi sempre vuoto, con la deviazione servirebbe la grossa zona urbanizzata di via dell'Agave e parte di S. Giorgio basso, il tempo di percorrenza per effettuare la deviazione di via Rosano non supererebbe 10 minuti dall'ingresso di via Palermo all'arrivo alla rotonda dello stradale S. Giorgio e tornare indietro, questo beneficio per la collettività locale trasformerebbe una linea di trasporto urbano, sicuramente in passivo, in una linea fortemente attiva. Mauro Pulvirenti «Qui a S. Gregorio ci vogliono "imporre" la differenziata» La presente per portare a conoscenza del fatto che dalla Mosema-Simeto Ambiente Ato Catania 3 - e quindi dal sindaco Remo Palermo, qui alle Ville del Poggio a S. Gregorio, ci si vuole imporre la raccolta differenziata "porta a porta" costringendo ciascun numero civico a farsi carico di 4 bidoni con ruote da mettere fuori porta in determinati giorni della settimana. Pur essendo la raccolta differenziata un'ottima soluzione per lo smaltimento intelligente dei rifiuti, è chiaro che non ci possono obbligare a mettere dentro casa questi enormi bidoni e costringerci nei vari giorni a portarli fuori. La soluzione intelligente sarebbe stata quella di mettere le campane per la raccolta differenzia in determinati luoghi appositi, così come è stato fatto in via Leonardo da Vinci (sempre Comune di S. Gregorio). Mi viene da pensare che essendo detto comprensorio anch'esso a ville ma abitate da magistrati ed avvocati ben noti il sig. Sindaco non si è sognato minimamente di imporre i bidoni a ciascun numero civico come invece ha fatto con noi delle Ville del Poggio. Quindi mi corre l'obbligo di chiedere "cui prodest?". Ovviamente a chi ha ritenuto oltremodo remunerativo ordinare quantità enormi di codesti bidoni che hanno sicuramente un costo non da poco. Ritenendo doveroso portare a conoscenza della cittadinanza questo ulteriore esborso inutile ed anche questo modo assurdo di raccolta porta a porta, mi rifiuto di portare dentro casa questi bidoni (così come tanti altri condomini delle Ville del Poggio hanno fatto), dissociandomi da una idea maldestra e non realizzabile, se non per le tasche di chi ha pensato bene di ordinare questo numero inverecondo di bidoni. Silvana Celestina Guerra «Non diamo per scontata l'unanimità di voglia di unità» Napolitano fa il suo lavoro e giustamente esorta all'unione, al rispetto del tricolore e a tutta una serie di patriottismi che non incontrano l'unanimità dei consensi. Se l'unità d'Italia sia stata un successo o un fallimento con le sue due guerre mondiali, le guerre coloniali, il terzo debito pubblico al mondo non spetta a me giudicarlo, sta di fatto che sono in tanti a dire che se ognuno se ne fosse stato per conto suo tutti sarebbero stati più felici e contenti. Tra 20 anni sarà la volta del Belgio che festeggerà i 200 anni dell'unione. Vista la solidità di quell'amalgama mal riuscito, riuscirà il Belgio ad arrivare intatto fino a quella data? La (ex) Cecoslovacchia ad esempio non ce l'ha fatta. Prima o poi anche a Madrid verrà in mente di celebrare il compleanno dell'unità del regno. A Barcellona hanno già messo le mani avanti e a luglio dell'anno scorso milioni di persone sono scese in piazza per manifestare la volontà di staccarsi e diventare indipendenti, notizia quasi ignorata dai media italiani, forse per paura di un'espansione di questi moti nel resto d'Europa in maniera incontrollata e non più contrastabile. Certi consensi così unanaimi nei confronti dell'unità nazionale, anche in Italia, non devono essere dati per scontati così facilmente. E. C. «Battisti e Ochalan, due pesi e due misure» Sono sorpreso di tutta questa indignazione per la mancata estradizione di Battisti dal Brasile, cosa dovremmo dire della mancata estradizione del terrorista Ochalan da parte dell'Italia anni addietro? Come al solito due pesi e due misure, in questo momento al nostro governo conviene cavalcare l'onda emotiva creata dal caso Battisti per fare dimenticare tutte le nefandezze di cui si circonda. C. Fichera «Lotteria, il calo delle vendite è ben maggiore» Tracollo delle vendite dei biglietti della Lotteria Italia, quella che fino a pochi anni fa teneva incollati al televisore tutti gli italiani. Non ci andava molto di prevedere una cosa del genere: il Superenalotto con il sistema dei jackpot ha cambiato le abitudini degli italiani e le dimensioni dei loro sogni al punto che il primo premio della lotteria tradizionale ha il gusto di un premio di consolazione. Nulla da stupirsi se il 7 gennaio non ci sarà nessuno a cimentarsi nel solito compito di cercare il neomiliardario, tanto per tornare ai tempi in cui si ragionava in lire e la lotteria aveva un appeal molto maggiore di oggi. In realtà il calo effettivo delle vendite dei biglietti è ben maggiore rispetto a quello dichiarato dai monopoli di Stato. Assieme al biglietto vero e proprio c'è infatti anche un gratta e vinci e può accadere che con un solo biglietto, reinvestendo ciò che è stato vinto, si riesca a portane a casa più di uno avendo pagato solo il primo. M. T. «Le piramidi dell'Etna» Da qualche tempo numerosi studiosi, il Cnr e perfino alcune Università americane stanno facendo studi e ricerche sulle piramidi dell'Etna ed in generale sulle genti che hanno popolato la Sicilia dal quarto al primo millennio a.C. Basta cliccare su Google "Le Piramidi dell'Etna" per avere un quadro esauriente sugli studi fatti. Oggi tutti sono concordi sul fatto che le costruzioni scoperte nell'area pedemontana dell'Etna che va da Piedimonte a Linguaglossa, Passopisciaro, Randazzo, Bronte, Adrano, Belpasso, Nicolosi, Trecastagni,non sono opera dei contadini per ammassare le pietre che toglievano dal terreno, bensì si tratta di costruzioni di tipo megalitico risalenti al 3-2 millennio a.C. Tutti sono concordi nell'affermare che furono i Siculi, nel secondo millennio a.C., i costruttori di quelle piramidi (alcune sono rettangolari a gradoni, altre quadrate a gradoni, alcune con gli spigoli arrotondati, talvolta con altari sommitali ed altre con percorsi pavimentati di pietra lavica). Alcune Università stanno facendo gli esami del Dna sui Guanci, antica popolazione di Tenerife, e sui Sicani, popolazione che abitò la Sicilia nel terzo millennio a.c., successivamente spodestata dai Siculi nel secondo millennio a.C., poiché in quell'area sono state trovate piramidi identiche a quelle dell'Etna. Certamente sappiamo, dagli archivi di Merenptah, che nel 1224 a.c. 222 siculi (SheKelesh) facenti parte dei popoli del mare, furono fatti prigionieri dal faraone Ramses III e ciò si evince anche da una iscrizione della tomba di Ramses. Uno degli insediamenti sicani prima e siculo dopo è sicuramente quello di Trecastagni dove ancora oggi sono visibili alcune piramidi.Una a pianta quadrata a gradoni (m.15x15) con cupola alta fino ad otto metri si trova in una proprietà privata in via L.Capuana, di fronte al Cimitero ed è visibile dalla strada. Un'altra a pianta rettangolare a gradoni si trova in località Grotta Comune, sempre in proprietà privata, e sicuramente ha sulla sommità un'ara votiva con scale laterali e lunghi camminamenti. E proprio nell'area di Grotta Comune è stato rinvenuto, in proprietà privata, un reperto del secondo millennio a.C. che segna il passaggio, per la popolazione sicula, dall'alimentazione carnivora a quella fatta di semi, bacche e cereali. Si tratta infatti di uno dei primi mortai della storia, per la frantumazione di grano, frumento e orzo. Altri due esemplari sono custoditi nel museo di Adrano, provenienti dal sito di Mendolito (XIII sec.a.c.). La ciliegina sulla torta di Trecastagni è costituita dal sito del monte S.Nicolò dove, sulla sommità, si trovano le tracce di un insediamento siculo del secondo millennio a.C. costituito da mura di cinta con un diametro di un metro e mezzo e diverse costruzioni alcune delle quali utilizzate dai contadini sino a i giorni nostri. Sarebbe opportuno che tutte le Autorità interessate (Sovrintendenza,Parco dell'Etna, Comuni della fascia pedemontana) attenzionassero il problema per creare un circuito delle Piramidi dell'Etna che sicuramente costituirebbe un'attrazione turistica ed un volano per la nostra economia. Carlo Cincotti «Sfogo di italiano» Sappiamo tutti che l'Italia e l'Europa tutta stanno attaversando una crisi economica, i commercianti lamentano un calo di vendite, le strutture turistiche italiane subiscono un calo di presenze. Ebbene i nostri parlamentari, sia di destra che di sinistra che fanno, trascorrono le loro sacrosante (!) vacanze festive all'estero! Sui giornali leggiamo che l'onorevole Tizio va alle Seychelles, l'onorevole Caio alle Bahamas. Spendendo centinaie di migliaia di euro del loro stipendio che i contribuenti Italiani versano a volte con notevole sacrifici. Il mio rammarico non è perché lo fanno, anche loro hanno diritto di rilassarsi, ma perché non trascorrono le vacanze in Italia? Abbiamo la fortuna di vivere in una Nazione che possiede bellezze naturali che all'estero ci invidiano! Perché non spendono i loro soldi che poi sono i nostri (dei contribuenti italiani!) in Italia contribendo così alla ripresa nazionale? Blaterano tutti nei comizi che il futuro della Nazione sta nel turismo, e poi vanno all'estero... Ringrazio La Sicilia se vorrà pubblicare questo inutile sfogo, altrimenti, fa lo stesso. Salvo Torrisi «Ecco un elenco dei problemi da risolvere a Catania» "La Sicilia" del 27 dicembre riporta una interessante intervista a Lucio Sciacca, giornalista, scrittore e storico, galantuomo di vecchio stampo, funzionario di elevata caratura e impareggiabile collaboratore del senatore professore Domenico Magrì. Lo scrivo perché l'ho constatato quando lo incontravo andando a parlare con il senatore. Dice Lucio Sciacca che il "sindaco Stancanelli soffre la mancanza di buoni collaboratori" e che "bisogna ascoltare tutti, intendo i cittadini". Su questa ospitale rubrica vi è stata una levata di scudi di diversi cittadini che hanno segnalato lo stato di degrado di Catania, in riferimento a quanto aveva detto il sindaco: " a scrivere sono sempre gli stessi da 15 a 19 lettori". Lo scrivente ha segnalato "il record di invivibilità e i soldi buttati al vento" nel numero de "La Sicilia" del 17 novembre, riportando quanto comunicato da Raitre il 22 ottobre nella trasmissione "Montagne": "Catania la città con peggiore qualità della vita". Ancora ammette l'intervistato che "i quartieri, specie quelli periferici sono nel degrado". Lo scrivente ed i suoi sette amici sono rimasti perplessi leggendo quanto riportato da "La Sicilia" del 28 dicembre e riflettendo su quanto in realtà si vede attorno. Si legge sul nostro quotidiano: "Riconoscimento al consigliere "anti-discariche" il consigliere protagonista, durante le ronde anti-discariche abusive, di segnalazioni volte a fermare le bande di criminali che scaricano illegalmente". Il Consiglio della V Circoscrizione ha deciso di premiare il consigliere con la consegna della targa "Cittadino modello 2010". Lo scrivente ha segnalato da anni l'esistenza della discarica in via della Sfinge a San Giovanni Galermo: il 13 agosto (con foto delle lastre di eternit), l'1 ed il 17 del mese di settembre e l'ultima il 3 novembre. Non è successo niente L'assessore all'ambiente della provincia Domenico Rotella, fresco di nomina nella Giunta Castiglione, vuole affrontare di petto l'argomento Oasi del Simeto. La preghiamo se, nei ritagli di tempo, può volgere lo sguardo verso alte direzioni che segnaliamo ancora una volta. 1) Mausoleo ai Caduti di Piazza Tricolore sempre in un stato di avvilente abbandono; è saggio tagliare l'erba del prato ma prima di tutto necessita togliere la spazzatura; la vasca circolare piena di acqua putrida e spazzatura, i beverini fuori uso e pieni di cartacce. 2) Impianti a fibre ottiche, che il prof. Domenico Maugeri chiama comodini, rotti ed abbandonati inutilizzati sui marciapiedi impedendo il passaggio ai pedoni ed alle mamme con le carrozzine con i bambini. 3) La Garitta militare spagnola di avvistamento di viale Artale Alagona, un autentico cimelio storico di eccezionale interesse, adottata dal Consiglio comunale dei ragazzi della scuola media "Parini" nel luglio del 2002, munita di cancello ma non di serratura, per cui è ridotta a deposito di spazzatura e orinatoio. 4) Tutte le aiuole del lungomare sono prive di fiori e non si comprende perché tutte le tubazioni in gomma che dovevano servire per l'irrigazione sono abbandonate in ogni dove. I due tratti di strada, via Messina e via Vecchia Ognina, che vanno dal corso Italia a piazza della Guardia, strapieni di automobili e motocicli e vasi con fiori. 6) In piazza Europa la fontana della Vela è senza acqua come i beverini della zona; le ringhiere in ferro che delimitano le aiuole sono in parte rotte e divelte. 7) Altro argomento non meno serio è quello dei cani, fedeli amici dell'uomo, che imbrattano con i loro "bisognini". In un viale di Lignano Sabbiadoro, molto frequentato, ho visto un marciapiede in cui si alternano le aiuole degli alberi con i servizi igienici per cani; a Bolzano ed in altre zone dell'Alto Adige si trovano ampie zone con fondo terroso ed erba, recintate, nelle quali i padroni possono liberamente fare passeggiare i cani a guinzaglio. Identico sistema è attuato a Cagliari e in molte città francesi. Per quanto riguarda i colombi, lo stesso assessorato bolzanino ha provveduto con casotti muniti di vetrate e tetto in legno nei quali gli addetti comunali giornalmente provvedono alla deposizione del mangime e successivamente alla pulizia. Si evita così che i cittadini depositino il mangime in ogni dove. Con un po' di buona volontà penso che si potrebbero risolvere tanti piccoli problemi che sarebbero graditi ai turisti. Antonino Arcidiacono 09012011
La Sicilia
9 Gennaio 2011
SICILIA - Per la fiera di S. Agata va bene il piazzale Sanzio
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