Come i sindaci pugliesi si stanno preparando per l'anniversario dell'Unità? In ordine sparso. «Spero che in altre parti del Paese si ripetano iniziative come questa affinché sappiano come divennero italiane» , ha detto ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riferendosi a uno spettacolo-ricostruzione storica, messo in scena al teatro Fabbri di Forlì e con cui si è ricordata l'adesione della Romagna ai moti risorgimentali. «Spero che in altre parti del Paese si ripetano iniziative come questa affinché sappiano come divennero italiane» . Lo ha detto ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riferendosi a uno spettacolo-ricostruzione storica, messo in scena al teatro Fabbri di Forlì e con cui si è ricordata l'adesione della Romagna ai moti risorgimentali. L'auspicio del capo dello Stato era rivolto alle città del Nord dove c'è indifferenza se non ostilità per il 150 dell'unità italiana. Il plauso di Napolitano, rivolto al sindaco forlivese Roberto Balzani che non si è limitato ad un formale discorso, ma ha fatto un racconto, con immagini, musiche e interpretazioni sollecita una domanda: come i sindaci pugliesi si stanno preparando per l'anniversario dell'Unità? Di Brindisi si sa: sia il primo cittadino che il presidente della Provincia si sono rivolti al Quirinale perché anche la città sia inserita tra le Capitali, avendo ospitato a cavallo del 1943-1944 il governo e il re d'Italia. E ieri Ferrarese ha sottolineato il concetto annunciando l'intenzione di sistemare nell'aeroporto cartelli che reciteranno «Benvenuti a Brindisi già capitale d'Italia» . Barletta è tra i capoluoghi più convinti della necessità di non derubricare l'occasione un evento retorico: non solo perché la Disfida del 1513 tra i soldati italiani e i nemici francesi è considerata da molti storici, a cominciare da Massimo D'Azeglio, il primo vagito» dello spirito nazionale che 348 anni dopo portò all'Unità dell'Italia, ricorda il sindaco Nicola Maffei. Non solo, quindi, per ragioni storiche, ma anche per motivazioni politiche. Ricorda, infatti, che «i meridionali hanno donato il sangue anche per difendere i territori che la Lega vorrebbe separare dal resto del Paese» . Il leccese Paolo Perrone, ricordando la figura controversa del salentino Liborio Romano, sta organizzando una serie di convegni che, con cadenza quindicinale, offriranno la possibilità di conoscere come la punta estrema della Puglia partecipò ai moti risorgimentali. «Nei nostri territori non sono stati vissuti in modo particolare, ma è importante capire come il Mezzogiorno ha contribuito all'Unità. E lo faremo coinvolgendo studiosi, storici di livello nazionale» , promette il sindaco che nei prossimi giorni renderà noto il calendario delle iniziative. Anche a Taranto non tutto è noto. Nel capoluogo jonico l'organizzazione dell'evento è affidata alla prefettura che sta lavorando di buona lena con il museo Archeologico e l'Archivio di Stato per mettere in piedi iniziative diverse. Tra queste un concerto dell'orchestra della Magna Grecia, che prevede l'esibizione di cori delle scuole e l'esecuzioni delle musiche legate al percorso unitario. Il Comune, nel frattempo, sta per pubblicare uno studio su Nicola Mignogna, patriota tarantino misconosciuto. Il Comune di Foggia, invece, ha aderito al comitato per le celebrazioni dell'Unità d'Italia coordinato dalla Provincia, la cui vicepresidente, Elvira Consiglio, tra breve renderà noto come la Daunia parteciperà alle manifestazioni. Last, but not least Bari, che ha già iniziato a lavorare sull'Unità guardando soprattutto ai ragazzi. E, infatti, a dicembre si sono tenute alla Vallisa tre rappresentanzioni de Vicerè di De Roberto, mentre durante la Fiera del Levante fu allestita una mostra «La divisa racconta» in collaborazione con il museo civico cittadino (sarà riproposta al Comune). In questo mese inizieranno nell'aula del consiglio comunale gli «Incontri con l'autore» : Nicola Banti, Emilio Gentile, Mario Isnenghi e Lucio Villani con gli studenti dei licei discuteranno dei loro libri pubblicati da Laterza. Nell'ambito dei quattro «Processi alla storia» organizzati al Petruzzelli con il procuratore Antonio Laudati -il primo, il 17 gennaio, contro i marinai che trafugarono le ossa di san Nicola -uno sarà centrato su un episodio risorgimentale. Infine il teatro Abeliano metterà in scena un inedito di Vito Maurogiovanni, Il re borbone e i tre barboni.