Record di fondi nell'Avellinese. A Napoli si restaura la chiesa di Santa Maria Regina Coeli Nonostante la drastica riduzione dei fondi (20 milioni di euro per il 2004 contro gli oltre 100 dello scorso anno) finisce in Campania una discreta fetta dei fondi devoluti allo Stato grazie ai fondi dell'8 per mille ricavati dalle dichiarazioni dei redditi. Quasi un milione e 600mila euro sono stati destinati al restauro di beni culturali o a progetti speciali in Campania sulla base della legge del 20 maggio 1985, n.222, che all'articolo 48 prevede che chi paga le tasse possa avere un'alternativa "laica" alla destinazione della somma ad una qualsiasi confessione religiosa: se non vuole trasferire l'8 per mille alla Chiesa cattolica o ad altri soggetti religiosi, lo può indirizzare allo Stato. Che, come previsto dalla legge 22285, utilizza questi fondi per interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione dei beni culturali. Anche nel 2004, come si legge nella relazione trasmessa in parlamento l'8 ottobre scorso dalla presidenza del Consiglio dei ministri (che gestisce direttamente i fondi) delle quattro finalità citate, la conservazione dei beni culturali la fa da padrone, dato che assorbe il 77 delle risorse. Il 41 degli interventi, peraltro, ha per oggetto edifici di culto. In Italia, infatti, circa il 70 del patrimonio artistico è di carattere religio-so.All'assistenza ai rifugiati va quasi il 10 delle risorse statali, a completamento di un progetto che l'anno scorso aveva già avuto un contributo più consistente. Alle calamità naturali viene riservato il 14. Quest'anno la Campania incassa fondi esclusivamente nel settore dei Beni Culturali. Lo stanziamento record finisce in provincia di Avellino: 600mila euro per il restauro della Chiesa del Sacro Cuore della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Montefalcione. Ma sempre nell'Avellinese, l'allestimento del museo e dell'archivio storico diocesano dell'Alta Irpinia, presso la curia Arcivescovile di Sant'Angelo dei Lombardi, Conza, Nusco e Bisaccia, incassa la ragguardevole somma di 450mila euro. Un cospicuo sostegno per il restauro conservativo dell'ex convento di San Francesco finisce anche a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, che dall'8 per mille statale incassa 400mila euro. A Sapri, sempre nel Salernitano, vanno invece lOOmila euro per la "realizzazione della piattaforma multimediale per l'immaganizzamento dei testi librari custoditi presso la Biblioteca della Certosa di Padula, grazie al progetto dell'Associazione per la Ricerca scientifica e attività educativa della cittadina nel Golfo di Policastro. Infine, un piccolo ma significativo contributo tocca anche a Napoli, in favore dell'Opera Pia Casa Regina Coeli: 40mila euro per restaurare gli stucchi del coro della Chiesa SantaMaria Regina Coeli, nel centro storico di Napoli. Un complesso monumentale che costituisce uno dei pezzi più pregiati del Decumano Superiore. La fondazione del convento e della chiesa di Santa Maria Regina Coeli (il cui nome deriva da un miracolo che era awenunto nel 1533 nel giorno dell'Assunta, quando le monache erano riuscite a scampare dal crollo del monastero) si deve alle monache lateranensi agostiniane che, dopo aver abbandonato nel 1560 il loro originario monastero di vico Carboni, decisero di trasferirsi nel palazzo, un tempo del duca di Montalto che si trovava, con il suo vasto giardino, nella piazza di Santa Maria delle Grazie a Caponapoli. Tuttavia, è alla metà del Seicento che risalgono gli interventi più significativi che determinano l'attuale aspetto della chiesa: nel 1634 fu realizzato il cassettonato ligneo su disegno di Pietro di Marino, dorato nel 1650. Nel 1652 si ebbe la sistemazione dell'altare maggiore, mentre nel 1682 si realizzò, su disegno di Francesco Antonio Picchiatti, il bellissimo chiostro su cui si prospettano gli ambienti conventuali. Nel 1808 il convento fu incamerato nei beni demaniali e le monache furono allontanate; ma soltanto qualche anno dopo nel 1811, per decisione del Murat, fu affidato all'Istituto delle Suore della Carità, che tuttora lo occupano. Oggi, nel 2004, grazie all'otto per mille, si ricomincia il restauro.
OTTO PER MILLE In Campania 1 milione e mezzo di euro
In Campania, grazie all'8 per mille, sono stati destinati 1.600.000 euro per il restauro di beni culturali e progetti speciali. La conservazione dei beni culturali assorbe il 77% delle risorse, mentre l'assistenza ai rifugiati e alle calamità naturali ricevono il 10% e il 14% rispettivamente. In provincia di Avellino, 600.000 euro sono stati destinati al restauro della Chiesa del Sacro Cuore della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Montefalcione. A Sapri, 100.000 euro sono stati destinati alla realizzazione di una piattaforma multimediale per l'immaginizzamento dei testi librari. A Napoli, 40.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo