II progetto di riqualificazione dell'architetto Meier continua a suscitare critiche, nonostante le modifiche In quattro anni sono lievitati costi e tempi. An: il caso torni alla Regione Roma. Costì e tempi moltiplicati, un progetto che stravolge l'armonia del monumento, una resa finale che rischia di deturpare una delle piazze più significative del centro di Roma. A più di quattro anni dalla presentazione e con una serie di aggiustamenti alle spalle, il piano dell'architetto americano Richard Meier per riqualificare l'Ara pacis continua a presentare troppe criticità per essere considerato accettabile. Per questo An chiede che la vicenda del monumento e della piazza dedicati all'imperatore Augusto tornino alla Regione e siano sottoposti, dopo le modifiche al progetto originario, a un nuovo studio di impatto ambientale. «An - spiegano il capogruppo in Campidoglio e il vicepresidente del consìglio comunale, Sergio Marchi e Fabio Sabbatani Schiuma - in Aula Giulio Cesare ha votato contro il progetto Meier che prevede una superficie estesa circa otto volte quella dell'Ara Pacis, con colonne di cemento armato a pochi metri dalla facciata della chiesa di San Rocco e, come ha anche detto Vittorio Sgarbi, di fatto è un muro di Berlino che impedisce la vista del Tevere, con un costo finale di almeno 30 milioni di euro di soldi pubblici; fondi che potevano essere utilizzati per altre opere di certo più utili alla cittadinanza». Da quel 4 settembre 2000 in cui Rutelli presentò il piano di riqualificazione dell'opera, la destra non ha mai smesso di chiedere che venisse fermato, presentando anche un'idea alternativa più rispettosa della storia e della fisionomia della zona di piazza Agusto imperatore. «An ha più volte sollecitato di fermare il progetto Meier - ricordano gli esponenti di An - chiedendo il ripristino dell'antico Porto di Ripetta, sacrificato alla fine dell'Ottocento per costruire ponte Cavour e i muraglioni del lungotevere D'accordo con Italia Nostra, abbiamo chiesto di riportare alla luce quel che resta del vecchio porto settecentesco, prima del secondo appalto di lavori che dovrebbe concludere il progetto commissionato dalla giunta Rutelli». L'opera, affidata a Meier senza una gara pubblica, prevedeva la demolizione della copertura dell'architetto Morpurgo che durava dal 1959 é fu affiancato da un bando di gara per la risistemazione della piazza. Questo piano complessivo, doveva portare alla creazione "di un grande centro culturale, con annessi museo, bookshop e auditorium. I lavori avrebbero dovuto avere una durata di circa 18 mesi per un costo che non avrebbe dovuto superare i 16 miliardi di lire. Ma da allora l'unico risultato evidente è stato il costante aumento di spese e critiche, tanto che la questione ha superato anche la Manica giungendo sino al principe Carlo d'Inghilterra. Il 5 aprile del 2001 il "Daily Telegraph" in un articolo dal titolo «II principe sollecitato a combattere .la mostruosità a Roma» la struttura da costruire era descritta come una sorta di "gigantesca stazione di servizio". Negli anni a seguire è stata anche istituita una commissione scientifica incaricata di formulare le linee guida della riqualificazione dell'intera area, ma le modifiche al progetto sono state limitate all'area del sagrato antistante le chiese di San Rocco e di San Girolamo dei Croati e non hanno portato a un miglioramento complessivo sostanziale. Secondo Vittorio Sgarbi, un'altra voce "storica" della battaglia per salvare l'Ara, il progetto Meier stravolge la concezione del monumento «creando una frattura anziché una continuità con il nume Tevere». Tutta la situazione, infine, è aggravata dall'incertezza. Ad oggi, infatti, nessuno sa bene cosa stia accadendo dietro i pannelli e i cartelli di lavori in corso che ricoprono l'Ara.
Ara Pacis, un pozzo senza fondo
Il progetto di riqualificazione dell'Ara Pacis, progettato dall'architetto americano Richard Meier, continua a suscitare critiche. Il progetto, presentato nel 2000, prevede la demolizione della copertura dell'architetto Morpurgo e la costruzione di un grande centro culturale con annessi museo, bookshop e auditorium. Tuttavia, il progetto è stato oggetto di critiche per la sua violenza formale e per il fatto che prevede la costruzione di colonne di cemento armato a pochi metri dalla facciata della chiesa di San Rocco. Il progetto è stato anche criticato per il suo costo, che è stato stimato in almeno 30 milioni di euro di soldi pubblici.
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