LUCCA. Il nuovo complesso del Porta Elisa? Non uno stadio moderno dotato di servizi e comfort, ma un centro commerciale-residenziale vero e proprio, dove il business supera in tutta evidenza ogni intervento che dovrebbe valorizzare la vocazione sportiva dell'impianto. È duro il giudizio di Italia Nostra che ha presentato una serie di osservazioni alla variante. Per l'associazione, così come è adesso la variante dà via libera «alla trasformazione di un vero e proprio monumento come lo stadio "Porta Elisa" (1933) in un inutile complesso multifunzionale terziario, meramente speculativo ad esclusivo vantaggio degli immobiliaristi proprietari della squadra calcistica locale». Italia Nostra contesta, nell'osservazione firmata dal presidente Roberto Mannocci, la non prevista prescrizione che vincoli il costruttore a realizzare di parcheggi di uso pubblico interrati «in quantità sufficienti, secondo i parametri di legge, per la somma di tutte le funzioni commerciali, direzionali, terziarie, ricettive, residenziali, sportive previste». Anche per questo, la variante in oggetto deve essere sottoposta a Vas, così come richiede la grande superficie commerciale prevista. L'associazione ricorda infatti che la variante concede ai costruttori 1.500 metri quadri per esercizi di vicinato e ristorazione e altri 5.500 per media distribuzione e negozi di vicinato. In totale 7mila metri da articolarsi in due centri di media distribuzione. Un escamotage, secondo Italia Nostra, per rendere possibile la realizzazione di un centro commerciale mascherato a due passi dalla città. Per questo nell'osservazione si chiede che siano cancellate dalla variante «le destinazioni commerciali previste nel complesso ad eccezione 15002000 metri quadri da destinare ad esercizi di vicinato e pubblici esercizi, ricavabili esclusivamente nel volume sottostante la gradinata nord. Sotto le gradinate saranno riservate funzioni speciali e associative, club rossonero e altre iniziative sportive». Altre richieste da Italia Nostra arrivano per le altezze: «In coerenza con il valore architettonico, storico e simbolico dell'Umi A le altezze massime raggiungibili con le coperture delle nuove gradinate, devono essere sempre inferiori di almeno 2 metri a quella della storica copertura della tribuna. Le altezze massime non possono superare l'altezza dello storico muro di delimitazione». Ricordando poi i vincoli culturali già richiamati dalla Soprintendenza, l'associazione chiede che la variante sia obbligatoriamente sottoposta a procedura Vas e che «per il rispetto della struttura storica del complesso, non permetta la costruzione di nuove volumetrie, ma possa prevedere attrezzature e attività solo al di sotto delle gradonate. Si richiede anche la conservazione integrale degli attuali spazi liberi e degli alberi esistenti. Nell'osservazione si indica infine la necessità che «gli elaborati della variante siano ritirati e integrati in modo esplicito con tabelle che attestino la compatibilità delle edificazioni, previste nei vari settori funzionali, con i limiti invalicabili posti dal piano strutturale, tenendo conto di tutto quanto costruito ed anche soltanto autorizzato fino ad oggi. La variante in oggetto pertanto deve essere ritirata e ripresentata dopo la verifica, dimostrandone così la legittimità».
LUCCA - Italia Nostra chiede una serie di prescrizioni alla variante: Centro commerciale nel nuovo Porta Elisa
Il nuovo complesso del Porta Elisa a Lucca è stato oggetto di un'osservazione di Italia Nostra, che contesta la variante presentata. L'associazione afferma che il complesso non è un centro commerciale-residenziale, ma un monumento storico che dovrebbe essere valorizzato. Contesta la prescrizione che permette la costruzione di parcheggi di uso privato e richiede la prescrizione di parcheggi di uso pubblico interrati. La variante concede 7.500 metri quadri per esercizi di vicinato e ristorazione, ma Italia Nostra chiede di cancellare le destinazioni commerciali e di riservare funzioni speciali e associative.
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