SESTO Il futuro della necropoli etrusca della Montagnola di Sesto è legato ad un filo, o meglio, ad una convenzione che la soprintendenza dovrebbe siglare con il Comune. «Siamo già a buon punto, dobbiamo solo sederci attorno ad un tavolo e stabilire le linee guida», afferma Carlotta Cianferoni direttrice delle tombe di Quinto Alto. Secondo Massimo Rollino, delegato alla Cultura dell'amministrazione Gianassi, «l'accordo tra i due enti dovrebbe essere firmato nei prossimi mesi anche con il coinvolgimento del volontariato culturale. Ma la convenzione chiarisce si limiterà esclusivamente a permettere la fruizione del sito». Intanto l'area archeologica cade a pezzi a causa dei lavori per l'alta velocità. «Ci sono gravissime infiltrazioni d'acqua che potrebbero compromettere la stabilità della collinetta», accusa Mauro Ugolini, presidente dell'associazione Città per l'uomo, che ribatte: «Hanno disboscato la Montagnola senza tener conto che gli Etruschi forse avevano piantato quegli arbusti per contenere il terreno, hanno distrutto le canalette per lo scorrimento della pioggia e la tomba è stata alterata nella sua forma originale». Insomma, quei lavori di ristrutturazione avrebbero causato «ingenti danni» alla necropoli: «Non esiste più il tumulo, adesso c'è una cupolina di serra che non avrà la stessa forza drenante. Anche l'argilla, posta dagli etruschi, è stata portata via». Ma la cosa che il sodalizio proprio non riesce a mandar giù è la galleria della Tav scavata a 25 metri sotto l'area che, per le vibrazioni continue, «potrebbe far crollare il sito archeologico più antico della provincia di Firenze». Per questi motivi Ugolini ha chiesto l'intervento della magistratura «che dovrà verificare se sono stati commessi degli abusi o delle omissioni». La reazione della Sovrintendenza non si è fatta attendere: «Sulla Montagnola è stato detto tutto e il contrario di tutto. In realtà la necropoli è stata monitorata continuamente e i lavori che sono stati eseguiti non hanno provocato alcun dissesto nella tomba. E le piante sono state abbattute perché lasciavano entrare acqua all'interno». La necropoli della Montagnola, scoperta solo negli anni '60 da due sestesi, Marcello Mannini e Anna Maria Chiostri, risale al VII-VIII secolo a.C., e fino al 2004, anno in cui è stato sfilato il progetto di recupero, l'area era nel più totale abbandono. Inaugurata nel giugno del 2010, dopo sei anni di lavori costati alla collettività 8 milioni di euro, oggi è di nuovo chiusa anche per la mancanza di custodi. Per 400 anni gli Etruschi hanno abitato nel comune di Sesto. I loro villaggi si estendevano dalla cima del Monte Morello fino all'Osmannoro. Ne sono una vivida testimonianza i manufatti venuti alla luce durante gli scavi dei moderni insediamenti, tra cui alcune finissime ceramiche e statue di Mercurio oggi in esposizione al British Museum. Insediamenti sul modello di Grosseto Roselle, di Marzabotto o di Tarquinia. I defunti, invece, venivano seppelliti lungo la riva dello Zambra che nell'arcaica loro lingua significa «Fiume dei morti». Qualche mese fa, un'altra importante scoperta: davanti al Dromos della Montagnola sono state trovate altre tombe, più piccole, «poste lì quasi a voler sigillare il sepolcro principale» termina la Cianferoni.