Sul sito della Regione Toscana la lista (e i costi previsti) delle opere da salvare Ami l'Italia e non sai come dimostrarglielo? Beh, modi ce ne sono tanti, a partire dal banale "non sporcare, non spaccare". Ma se proprio vuoi mettere la firma, e vuoi che questa firma sia visibile sotto un bel regalo per il 150 compleanno dell'Italia Unita, ecco un'idea lanciata dalla Regione Toscana. Una campagna che si occupa di opere d'arte legate in qualche modo al Risorgimento e alle lotte per la patria, e si chiama non a caso "Adotta un monumento". Funziona così. Sono stati messi gli occhi su una ventina di opere, di proprietà di enti pubblici, che versano in condizioni precarie. Che hanno bisogno di soldi per essere riportate allo splendore di un secolo - un secolo e mezzo fa, poiché si tratta in genere di monumenti realizzati a partire da metà Ottocento. L'iniziativa, che si può leggere nell'apposito blog sul portale della Regione www.intoscana.it, porta numerose firme: soprintendenze di Pisa e Livorno e di Firenze, Prato e Pistoia; direzione regionale dei beni culturali, prefetture, Regione, Provincia di Firenze. Dove si trova la lista dei monumenti, con le foto e le stime economiche per i lavori di restauro. Certo, non bisogna attendersi appunto Giotto e Brunelleschi, o basiliche gotiche o sculture di Michelangelo. Ma non può non cogliere un brivido chi si ferma davanti al monumento o alla tomba di Francesco Domenico Guerrazzi, al Famedio del Santuario di Montenero, al gruppo scultoreo dell'Incontro di Teano che campeggia sulla piazza Mino a Fiesole, al Quadrato dei Garibaldini che nel cimitero di Livorno ricorda appunto il grande contributo offerto dalla città labronica all'Impresa dei Mille (ricordata sempre nella città tirrenica anche da un obelisco, che pure è nella lista dei monumenti da adottare) e al Risorgimento in genere. Non a caso, infatti, la maggior parte delle opere contenute nella lista si trova a Livorno. Quasi tutte, almeno finora, se si esclude appunto L'incontro di Teano realizzato in bronzo, laterizio e pietra forte da Oreste Calzolari nel 1906: lo stato conservativo è definito "pessimo". E non se la passa certo meglio il Quadrato dei Garibaldini: 64mila euro la stima del costo del restauro. Ne occorrono 42mila per il monumento a Vittorio Emanuele II realizzato da Lorenzo Gori e sistemato a Livorno in piazza dell'Unità Italiana; di Lorenzo Gori è anche il monumento a Francesco Domenico Guerrazzi, sempre a Livorno, che si può risistemare con 18.500 euro. Dovrebbe costare invece 39mila euro restaurare il monumento a Luigi Orlando, il capostipite della famiglia di armatori (e non solo) realizzato da Lio Gangeri e sistemato nella piazza che proprio di Orlando porta il nome. Numerose le opere stimate tra gli 11mila e i 13mila euro, mentre con 1.500 (è il meno costoso) si può "firmare" il restauro della lapide che ricorda la prigionia di Guerrazzi nel Forte Falcone di Portoferraio. Una campagna che però non pare riscuotere eccessivi consensi. Nel blog, infatti, c'è fino a ieri sera solo una risposta. Eppure l'idea non è delle peggiori.