ANNO 1423: a Firenze si stava imponendo la rivoluzione dettata dal Rinascimento. Ma in quell'anno, Gentile da Fabriano consegnò a Palla Strozzi un'opera che segnò profondamente il mondo dell'arte e dei mecenati fiorentini. «L'adorazione dei Magi», oggi restaurata, chiude il ciclo dedicato dagli Uffizi al grande artista marchigiano. Imponente, magnifica di oro e argenti, delicata di pitture che la tecnica rende trasparenti, «L'adorazione dei Magi» ha richiesto 10 mesi di restauro che ha riservato piccole sorprese e ha restituito alla civiltà dell'arte un capolavoro sui generis. La pala, molto grande, è composta da una predella, con tre formelle, un corpo centrale e tre cuspidi, il tutto inserito in una cornice dorata nella quale sono stati ricavati inserti dipinti con fiori. Destinata alla cappella degli Strozzi, in Santa Trinità, doveva illuminare la penombra di una navata grazie alla tecnica che ha fatto di Gentile da Fabriano il più grande esponente del gotico fiorito: l'uso sapiente dell'oro a sbalzo, per sottolineare vesti e acconciature, finimenti dei cavalli, per creare la luce dorata del sole che sorge e illumina la fuga in Egitto della Famiglia. Oro come sfondo e come mezzo per glorificare non solo la nascita del Bambino ma anche e soprattutto l'opulenza del committente, quel Palla Strozzi che fu il più ricco ma anche uno dei meno amati mecenati fiorentini. Le restauratrici Nicola Mc Gregor e Sandra Freschi hanno operato con delicatezza, per non offendere la vecchia tavola e la fragilità della finissima tela dove si trovano ancora le lacche carminio e verde, le polveri di lapislazzulo utili a rendere blu intenso il manto della madonna, gli azzurri trasparenti.
L'adorazione dei Magi, finito il restauro La grande pala d'altare torna agli Uffizi
L'anno 1423 vide la consegna di un'opera di Gentile da Fabriano a Palla Strozzi, che segnò profondamente il mondo dell'arte e dei mecenati fiorentini. L'opera, "L'adorazione dei Magi", è un capolavoro del gotico fiorito e è stata restaurata con delicatezza per restituire la sua bellezza originale. La pala è composta da una predella, tre formelle, un corpo centrale e tre cuspidi, e è decorata con oro e argenti. La restauratrice Nicola Mc Gregor ha lavorato con Sandra Freschi per mantenere la delicatezza della tela e non offendere la vecchia tavola. La restaurazione ha richiesto 10 mesi e ha restituito alla civiltà dell'arte un capolavoro unico.
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