Lo Sperimentale di Spoleto rischia la chiusura per i tagli alla cultura: in 130 resterebbero senza lavoro Lettera di dieci big: "Il Belli non deve morire, è un esempio per il mondo" Lo Sperimentale Belli di Spoleto è stato fondato nel 1947 Insime all'Aslico di Milano è il solo teatro didattico d'Italia Proprio a Spoleto si sono formati alcuni artisti lirici italiani di fama mondiale La riduzione dei finanziamenti aveva già costretto a ridimensionare l'attività del 2010, i nuovi tagli mettono a rischio la vita stessa del teatro In 130 tra orchestrali, coristi, macchinisti e tecnici rischiano di restare senza lavoro Dopo l'allarme lanciato dai vertici del teatro si è mobilitata la politica Una interrogazione è stata presentata dai parlarnentari Walter Verini e Sandro Gozi (Pd), una seconda interrogazione porta invece la firma di Domenico Benedetti Valentini (Pdl) L'onorevole Gianpiero Bocci (Pd) ha inviato una lettera di sollecitazione al ministro Bondi Ieri si è mobilitato il mondo della lirica: appello a Napolitano e Bondi firmato da artisti di fama mondiale I firmatari del documento sono: Mariella Devia, Renato Bruson, Leo Nucci, Ruggero Raimondi, Sonia Ganassi, Daniela Barcellona, Lucia Aliberti, Norma Fantini, Cinzia Dorte e Micaela Carosi SPOLETO - Si mobilitano anche i big della lirica. Lo fanno con un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al ministro della Cultura, Sandro Bondi: salvate il Teatro Sperimentale Belli di Spoleto. A scendere in campo nella partita dei tagli ai finanziamenti che rischiano di far chiudere i battenti allo Sperimentale (e mandare a casa 130 lavoratori tra orchestrali, coristi, tecnici e macchinisti) sono dieci stelle del settore, nate artisticamente proprio al Belli, vincendo il Concorso e perfezionandosi poi a Spoleto. Artisti ormai di livello internazionale, abituati a calcare i palcoscenici più importanti del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, passando per il Covent Garden di Londra o il Bunka Kaikan di Tokio: Mariella Devia, Renato Bruson, Leo Nucci, Ruggero Raimondi, Sonia Ganassi, Daniela Barcellona, Lucia Aliberti, Norma Fantini. Ma raccolgono l'invito a difendere il Belli nella battaglia anche star più giovani in grande ascesa come Cinzia Forte e Micaela Carosi. "Il Belli - scrivono nell'appello inviato a Napolitano e Bondi - rappresenta per l'Italia un patrimonio unico e irripetibile. Un segno di grande intelligenza artistica e di modernità per tutta la cultura italiana del dopoguerra. Grati allo Sperimentale di averci offerto l'opportunità di iniziare le nostre carriere, ci appelliamo a lei, signor presidente della Repubblica e a lei signor ministro, affinché, sia pur in un momento di particolare difficoltà per il nostro Paese, sia preservata questa istituzione e sia sostenuta adeguatamente evitando il ridimensionamento delle sovvenzioni (...) Il concorso di canto di Spoleto non è un concorso qualsiasi, uno dei mille che si svolgono in giro per il mondo, è uno dei pochi concorsi a livello internazionale che offre ai vincitori, grazie alla formula unica e originale ideata nel 1947 dal fondatore Adriano Belli e da sempre supportata dallo Stato Italiano, la possibilità di un corso di avviamento al debutto e una successiva stagione lirica "sperimentale". Una stagione lirica unica che ha permesso a noi, e auspichiamo permetterà a molti altri, di intraprendere la carriera lirica portando sui palcoscenici internazionali il nome dell'Italia". L'appello degli artisti segue la mobilitazione politica dei giorni scorsi, mobilitazione bipartisan. Dopo i parlamentari Bocci, Verini e Gozi, infatti, si è mosso anche Benedetti Valentini con una interrogazione, chiedendo al ministro rassicurazioni per il futuro del teatro.
La lirica si appella a Napolitano e Bondi
Riassunto in 200 parole:
Lo Sperimentale di Spoleto, teatro didattico italiano, rischia la chiusura a causa dei tagli alla cultura. Il teatro, fondato nel 1947, ha già ridimensionato le sue attività nel 2010. I nuovi tagli mettono a rischio la vita stessa del teatro, con 130 lavoratori tra orchestrali, coristi, tecnici e macchinisti che potrebbero restare senza lavoro. La politica si è mobilitata, con parlamentari di entrambe le camere a presentare interrogazioni e lettere di sollecitazione al ministro della Cultura. L'onorevole Gianpiero Bocci ha inviato una lettera di sollecitazione al ministro Bondi.
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Bene culturale
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