Accordo più vicino tra l'imprenditore Diego Della Valle e il ministero dei Beni culturali per il restauro del Colosseo, dopo che erano scaduti i termini del concorso pubblicato dallo stesso ministero. Sul tavolo del commissario straordinario per l'archeologia romana Roberto Cecchi, che è anche segretario generale del ministero guidato da Sandro Bondi, sarebbe arrivata già nei giorni scorsi una proposta inviata dallo studio legale che tutela il gruppo imprenditoriale marchigiano. L'offerta, secondo quanto si apprende, prevedrebbe un finanziamento di 25 milioni di euro per la realizzazione dei lavori progettati dalla soprintendenza. in cambio, Della Valle potrebbe sfruttare, ad alcune condizioni, l'immagine dcl monumento icona della romanità. Scaduti i termini del concorso che era stato bandito nei mesi scorsi dal ministero, l'offerta si configurerebbe come l'inizio di una trattativa privata tra il gruppo imprenditoriale e il ministero; una delle possibilità del resto auspicate dal ministro Bondi, convinto da sempre della necessità di una sinergia tra pubblico e privato per la valorizzazione del patrimonio. La proposta verrà vagliata in questi giorni da Cecchi, insieme con l'ufficio legislativo del ministero. L'utilizzo di fondi privati per il restauro del Colosseo era stato annunciato per la prima volta nel 2009 dal vice sindaco Mauro Cutrufo, durante la sua visita a Tokyo. Allora si ipotizzava che potessero essere proprio sponsor giapponesi a finanziare il progetto. Qualche mese dopo, invece, si è fatto avanti Della Valle.
Colosseo, Bondi valuta la proposta di Della Valle
Il ministero dei Beni culturali ha accettato un accordo con l'imprenditore Diego Della Valle per il restauro del Colosseo. La proposta, inviata dallo studio legale che tutela il gruppo imprenditoriale marchigiano, prevede un finanziamento di 25 milioni di euro per la realizzazione dei lavori progettati dalla soprintendenza. In cambio, Della Valle potrebbe sfruttare l'immagine del monumento. Scaduti i termini del concorso pubblicato dal ministero, l'accordo si configura come inizio di una trattativa privata tra il gruppo imprenditoriale e il ministero. La proposta verrà vagliata da Cecchi, insieme con l'ufficio legislativo del ministero.
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