Nuova maledizione. Tutankhamon, troppi turisti. «Pronti a chiudere la tomba» L'allarme: i troppi visitatori la rovineranno Una soluzione drastica, non ancora ufficiale, ma che già sta suscitando clamore. La tomba di Tutankhamon, uno dei luoghi più noti e visitati dell'Antico Egitto (e del mondo) presto verrà chiusa ai turisti. «Se non provvediamo, tra 200 anni questa e altre tombe saranno totalmente distrutte per l'umidità creata dalla respirazione e dal sudore dei visitatori, i colori degli affreschi svaniranno», ha dichiarato ieri all'agenzia spagnola Efe Zahi Hawass, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ovvero il sommo e potentissimo capo dell'archeologia egiziana. Nell'Egitto che celebra il Natale ortodosso, ancora stravolto dalla strage dei cristiani di Alessandria, è impossibile trovare conferme. Ma l'ipotesi è più che probabile, era nell'aria da tempo. Secondo l'agenzia spagnola, oltre al luogo di sepoltura del sovrano della XVIII dinastia, salito al trono a 9 anni e morto solo un decennio più tardi forse per la malaria, chiuderanno altre due celebri tombe di Luxor, l'antica Tebe: quella di Seti I, padre di Ramses II, che regnò tra il 1314 e il 1304 a.C, nella valle dei Re. E quella di Nefertari, che di Ramses II fu sposa, nella valle delle Regine. Entrambi i luoghi, di fatto, sono già chiusi. E la tomba di Tutankhamon, scoperta quasi per raso nel 1922 dall'inglese Howard Carter e diventata celebre come l'unica ad arrivare a noi intatta anziché devastata dai ladri nel corso dei secoli, è già soggetta ad accessi limitati. Ma c'è un altro aspetto a fare notizia (e polemica). Il passo successivo, che mira a limitare i danni non tanto archeologici ma finanziari (il turismo è una risorsa chiave qui), è che delle celebri tombe verranno costruite modernissime repliche, visitabili senza problemi. «L'unico modo per evitare che umidità, funghi e scarsa ventilazione distruggano gli originali, che resteranno aperti solo a pochi archeologi professionisti con un carissimo biglietto d'ingresso ha infatti aggiunto Hawass è farne delle copie». Una squadra di esperti è già al lavoro con tecnologia laser per replicare esattamente dipinti, iscrizioni e ogni minimo dettaglio dei tre luoghi. Non tutti sono d'accordo sull'idea delle copie «atta Disneyland». Basaam Al Shamaa, da 25 anni guida turistica nella zona, si chiede: «Come si potrà apprezzare e capire una civiltà visitando delle copie? Un scultore del XXI secolo non sarà mai allo stesso livello di un artista dell'Antico Egitto». Piuttosto, suggerisce, si dovrebbero aprire al pubblico altre tombe di minor importanza ma comunque meravigliose. «E' vero che io stesso ho osservato negli anni il degrado dei dipinti, alcuni schiariti, altri spariti. Ma le antichità sono come gli esseri umani, invecchiando necessitano di più attenzione. Si potrebbero introdurre nelle tombe importanti macchinari per deumidificare l'aria, ad esempio, ventilatori speciali». Più possibilista Marilina Betrò, ordinaria di Egittologia all'Università di Pisa. «L'idea dei cloni può essere una soluzione temporanea - dice dall'Italia, appena tornata da una missione . E non è una novità, anche per le grotte di Altamira si è deciso così. Io stessa, tempo fa, ho lavorato sulla riproduzione digitale di una delle "nostre" tombe di Luxor per visite virtuali su Internet. Ma chiuderle per sempre al pubblico non mi sembra sensato, l'originale è completamento diverso. Piuttosto accessi limitati nei periodi di apertura e nel numero di ingressi». Al di là del dibattito tra esperti, resta il dubbio su quanto i turisti saranno disposti ad affrontare fatica, spese e spesso caldo infernale per visitare la «valle delle Repliche», se non si accontenteranno piuttosto del solo (e meraviglioso) tesoro di Tutankhamon esposto senza problemi al Museo del Cairo. Ma Hawass non ha dubbi: «Proteggere la nostra storia ha detto all'Efe è più importante del turismo».