ROMA Per ogni sei immobili che passeranno di mano ce n'è uno che resterà in possesso all'ente di appartenenza. È quanto emerge dall'elenco dei beni esclusi dal procedimento di devoluzione in base ai dati inviati on line da ministeri e agenzie pubbliche e. raccolti dal demanio. Degli oltre 2500 beni già in possesso di una Pa centrale (e in quanto totali non coinvolti nel federalismo demaniale), quasi la metà (952) fanno capo al ministero dell'Interno. Questo primato si spiega facilmente con l'inclusione nel computo non solo dei vari commissariati, questure e prefetture d'Italia ma anche delle stazioni dei carabinieri. Per le caserme militari, invece, bisognerà attendere le decisioni della Difesa; il decreto legislativo n. 85 dà tempo fino al giugno prossimo, al dicastero guidato da Ignazio La Russa, per decidere quali delle strutture destinate alla sicurezza nazionale non sono più indispensabili e potranno quindi essere dismesse. Alle spalle del Viminale si posiziona il ministero delle Politiche agricole e forestali con 432 immobili attualmente utilizzati e l'Economia (432). Nettamente distanziate tutte le altre amministrazioni centrali. Passando per 1e 41 voci che fanno capo alla Giustizia (carceri e tribunali) si arriva ai 20 dei Beni culturali (quasi tutti archivi di stato) e poi giù fino ai cinque degli Esteri peraltro ubicati tutti nella capitale e che, in quanto tali, non avrebbero comunque fatto parte del procedimento di assegnazione - e al cespite unico dell'Istruzione, cioè la sede principale di viale Trastevere. Il catalogo degli immobili non trasferibili è forse un po' meno composito di quelli ammessi, dal momento che ricompone soprattutto di strutture destinate allo svolgimento di compiti istituzionali (come la caserma Garibaldi a Milano o la Duca d'Aosta a Torino). Ma non mancano le presenze sui generis: si va da una perla del Salento, come l'isola Grande o dei Conigli di Porto Cesareo (Lecce) che è assegnata alle Politiche agricole, a una del Tirreno come l'isola di Zannone. Fino all'ex convento di S. Giorgio in Poggiale a Bologna, che è da anni una biblioteca, e a una serie di edifici e box auto sequestrati alla criminalità organizzata. Come spiegato qui accanto l'elenco non è definitivo. Primo, perché si attende ancora il "parere" della conferenza unificata, che potrebbe arrivare i120 gennaio. E, secondo, perché l'agenzia l'ha redatto sulla base delle segnalazioni arrivate via web dalle singole Pa. Ciò non toglie, precisa lo stesso demanio, che nei mesi successivi si rendano necessarie modifiche e integrazioni
Federalismo. Gli esclusi. Al Viminale il primato degli edifici già in uso
Il demanio ha pubblicato un elenco di oltre 2500 immobili che non saranno trasferiti a privati, ma resteranno in possesso dell'ente di appartenenza. La metà di questi immobili (952) fanno capo al ministero dell'Interno, seguito dal ministero delle Politiche agricole e forestali (432) e dall'Economia (432). Le strutture destinate alla sicurezza nazionale saranno decise dalla Difesa entro giugno. L'elenco include immobili come caserme militari, carabinieri, prefetture e prefetture, nonché archivi di stato e biblioteche. Inoltre, sono inclusi immobili sequestrati alla criminalità organizzata e edifici utilizzati per attività istituzionali.
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