L'assegnazione. Sarà il governo a decidere a quale ente locale trasferire la proprietà Demanio. Sulle 2.584 eccezioni censite si attende l'ok della conferenza unificata Nella lista definitiva scende di 1,3 miliardi il valore degli immobili per avviare il federalismo demaniale La distribuzione. Il record per il maggior numero di voci rimane al Lazio con 1.378 cespiti, per valore vince sempre la Lombardia: 952 milioni Le curiosità. A Segrate la posta più ricca con l'ex dogana che da sola vale 71 milioni di euro. Rimangono le Dolomiti e arriva l'aula bunker reggina ROMA Le Dolomiti, il faro Spignon a Venezia o l'aula bunker di Reggio Calabria: ce l'ho. La caserma Garibaldi a Milano, il parco delle Cascine a Firenze o l'isola dei Conigli in Salento: manca. È il gioco che, alla maniera delle figurine, governatori, sindaci e presidenti di provincia potranno avviare, da qui a qualche mese, per aggiudicarsi i beni messi a disposizione dallo stato in esecuzione del federalismo demaniale. Dopo aver eliminato tutti gli immobili già in uso alle amministrazioni centrali, l'agenzia del demanio ha infatti aggiornato l'elenco delle strutture che potranno essere decentrate. Dalle nuove stime emerge un portafoglio cespiti dal valore «inventariale» di quasi 2,3 miliardi di euro. A fronte dei 3 miliardi stimati nella prima ricognizione (su cui si veda Il Sole 24 Ore del 29 maggio) o dei 3,6 calcolati a fine luglio. E anche se il processo di individuazione non è ufficialmente terminato perché la lista delle esclusioni non ha ancora ottenuto il sì della conferenza unificata, si può dire con buona approssimazione che a tanto ammonterà la dote potenziale che regioni ed enti locali riceveranno al fine di valorizzarli. Il valore Gli 11.775beni censiti dall'agenzia diretta da Maurizio Prato non esauriscono le poste che il decreto legislativo 85 del 2010 - il primo provvedimento attuativo della riforma federale approvato in via definitiva il 28 maggio scorso, ndr - metterà a disposizione degli enti periferici Innanzitutto perché il censimento non include i territori a statuto speciale che dovranno contrattare singolarmente la loro partecipazione al processo di devoluzione. E poi perché il catalogo non comprende le spiagge che secondo l'ultima rilevazione "gettano" 97,8 milioni ma che, una volta in mano alle regioni, molto probabilmente vedranno incrementare gli incassi. Un ragionamento, quest'ultimo, che Roberto Calderoli ha più volte invitato a fare anche per fiumi (non quelli sovraregioniali come il Po o il Tevere che resteranno allo stato), laghi e bacini chiusi (destinati alle province). Non essendo mai stati sfruttati, ha sottolineato spesso il ministro della Semplificazione, è possibile che i loro introiti un domani s'impenneranno. Fermo restando che il valore di mercato degli immobili non per forza coinciderà con quello di inventario. La lista La distribuzione dei cespiti lungo lo Stivale rispecchia a grandi linee quella pubblicata su internet a luglio dal demanio. La maggiore concentrazione si trova al centro-sud. In testa c'è il Lazio - al netto di Roma ché seguirà un procedimento di assegnazione ad hoc - con 1.378 voci, seguita dalla Campania (1.068 di cui quasi 500 nella sola città di Napoli) e dalla Lombardia. Ma se si prende in considerazione il valore degli immobili le posizioni sul podio s'invertono: con 319 milioni quelli lombardi precedono sia i campani (308 milioni) che i laziali (299). Proprio in Lombardia si trova la "gemma" più preziosa: l'ex dogana di Segrate che da sola vale 71,6 milioni di euro. Ma anche la Villa Reale di via Palestro, forse il migliore esempio dello stile neoclassico a Milano. Scorrendo la lista del demanio si trova di tutto: da ex caserme e poligoni di tiro in disuso alle vette (dalla Croda del Becco e dal Monte Rocchetta sulle Dolomiti al "semaforo" sull'isola di Ponza); dai fari (lo Spignon di Venezia) ai terreni (agricoli e non solo, con più di un appezzamento a picco sulle Cinque terre); dai ricoveri di guerra (come quello sotto piazza Italia a Perugia) agli alvei abbandonati da fiumi e torrenti. Per finire con gli educandati - come quello agli Angeli, fondato da Napoleone Bonaparte a Verona nel 18u e inventariato per 12 milioni - e i palazzi di giustizia. Tanto a Pisa quanto a Reggio Calabria dove il municipio potrebbe ricevere in dote l'aula bunker da 18 milioni di euro dove si sono svolte decine di processi contro la 'ndrangheta. I tempi Una volta che la conferenza unificata si sarà pronunciata sulle esclusioni, il direttore dell'agenzia potrà emanare il relativo decreto e la macchina delle attribuzioni si metterà in moto. Sarà il governo con uno o più decreti del presidente del consiglio a scegliere posta in palio e aggiudicatario. Nei 60 giorni successivi la regione, la provincia o il comune prescelto dovrà comunicare al demanio la propria accettazione e nei due mesi successivi entrerà in possesso del bene. Fatta salva la possibilità di intervenire con successivi dpcm per implementare il catalogo. A ogni modo, dopo essere entrati in possesso degli immobili, gli enti saranno liberi di scegliere come valorizzarli. Con un unico paletto: i proventi delle eventuali vendite ai privati dovranno andare per il 75 all'abbattimento del debito locale e per il 25 alla riduzione di quello statale. Ma il tempo stringe. Stando alla "road map" imposta dal decreto attuativo il primo dpcm sarebbe dovuto arrivare a metà dicembre.
Federalismo. Scende a 2,3 miliardi la dote di beni demaniali per le regioni
Il governo italiano ha deciso di trasferire la proprietà di 2.584 immobili demaniali a enti locali. La lista delle strutture che potranno essere decentrate è stata pubblicata dall'agenzia del demanio. Il valore totale degli immobili è stimato in quasi 2,3 miliardi di euro. Il Lazio ha il maggior numero di voci con 1.378, seguito dalla Campania e dalla Lombardia. Il valore degli immobili varia notevolmente, con la Lombardia che ha la "gemma" più preziosa, l'ex dogana di Segrate, che vale 71,6 milioni di euro. La distribuzione dei cespiti sarà determinata dalla conferenza unificata e il governo sarà responsabile di scegliere gli aggiudicatari.
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