Giallo sulla seduta dell'Ars: alcuni deputati non avrebbero capito cosa si stava votando A Palazzo d'Orleans ora si corre ai ripari «Non consentiremo alcuno scempio» PALERMO. C'è ancora un margine di iniziativa per bloccare la realizzazione di nuove strutture ricettive alle Eolie. Un'ultima porta che l'assessore al Territorio e vice presidente della Regione, Francesco Cascio, si dice sicuro di poter chiudere primactel passaggio delle betoniere: «Siamo ancora in grado di bloccare la realizzazione di ecomostri. Bocceremo qualsiasi progetto provochi un semplice turbamento dell'equilibrio del territorio delle Eolie. Questo lo posso assicurare, e me ne assumo tutte ìe responsabilità». Forte, l'assessore, anche delle parole dei presidente Cuffaro: «La giunta aveva deliberato all'unanimità il ritiro della norma. Questa è e resta la linea del governo. Prendiamo atto che il Parlamento sovrano ha deciso diversamente. Noi, attraverso gli strumenti previsti dalle leggi alzeremo, se possibile ancora di più, il livello di vigilanza e non consentiremo che alcuno scempio venga consumato né alle Eolie né in alcun altro luogo della Sicilia». L'iniziativa del governo è affidata a un passaggio amministrativo e ad un impegno politico: «È chiaro che dal punto di vista legislativo non c'è più nulla da fare- spiega Cascio -. La norma che deroga al piano paesistico è passata e io credo che non ci siano nemmeno gli estremi per una bocciatura del Commissario dello Stato. Ma ribadisco che non verrà autorizzato nessuno scempio. L'ultima parola è demandata a una conferenza di servizi alla quale l'assessorato al Territorio sarà presente, la vigilanza sarà massima». Alla conferenza di servizi parteciperanno anche l'assessorato ai Beni culturali, i rappresentanti dei Comuni interessati e della Sovrintendenza. Cascio non nasconde qualche difficoltà: «Ogni progetto verrà esaminato caso per caso. Non escludo che tutti gli otto in questione possano ancora essere bocciati. È vero, si aprirà una difficile fase di valutazio-ne che può lasciare qualche rischio di discrezionalità. Ma mi impegno affinché il principio ispiratore sia quello di evitare qualsiasi intervento che deturpi il territorio». Cascio però non condivide tutte le critiche: «Ricorderei al ministro Matteoli che la settimana scorsa è stato votato a Roma con il sistema della fiducia un suo provvedimento che sanagli abusi nelle aree protette. E ricorderei all'assessore Granata che l'immagine della Sicilia si danneggia anche amplificando all'esterno le divisioni della giunta e non essendo poi presente in aula al momento dei voto decisivo». SI giorno dopo il blitz dell'aula, Cascio ritiene però che ci sia qualcosa da chiarire: «Ai voti doveva essere messo l'emendamento che sopprimeva l'articolo sulle deroghe ma nella concitazione dei lavori il presidente ha chiesto invece di votare per il mantenimento dell'articolo. Ecco perché, presi alla sprovvista, anche alcuni deputati dell'opposizione (e due assessori del governo, ndr.) hanno votato a favore». In pratica, Cascio conferma una tesi che già venerdì alcuni deputati avevano avanzato: e cioè che in molti non hanno capito per cosa stavano votando. Ma è lo stesso vice-presidente dell'Assemblea, l'azzurro Salvo Fleres che a notte fonda dirigeva i lavori, a sciogliere ogni riserva: «Né la presidenza dell'Ars, ne la stessa Assemblea possono farsi carico della disattenzione o dell'ignoranza di qualche deputato che sconosce le procedure, l! regolamento è stato rispettato ma ciò non toglie che si sarebbe potuto chiedere ugualmente la controprova del voto. La verità è che, a torto o a ragione, l'Are ha voluto quella norma».