Lavori al casale ritratto nel capolavoro "Meriggio" C'è chi pensa che la ventata di modernismo che ha colpito il Forte dagli anni Settanta in poi sia stata una vera benedizione per il paese, avendo proiettato questa cittadina nell'olimpo delle grandi località dalla frequentazione turistica di classe. Tuttavia, c'è anche chi ritiene che la vera grandezza storica del Forte dei Marmi, cioè quel fascino semplice e unico che conquistò dalla fine Ottocento e nel Novecento i più grandi letterati, artisti e pittori - da Von Hildebrand a Lawrence, da Mann a Montale, da Soffici a Carrà - proprio in questi ultimi trent'anni sia andato sfumando sempre più. Una dinamica che si è svolta nel disinteresse della classe dirigente che ha fatto ben poco per conservarlo. Un fenomeno che ha prodotto quel paese mediatico che è sotto gli occhi di tutti, ma privo di connettivo sociale, e un po' di "plastica", insomma, com'è il Forte odierno. E se si volesse un esempio concreto di come stia cambiando ancora, ce n'è uno attualissimo: l'area in cui sorgeva, lungo la via dei Mille, l'ex casale Barberi con il suo grande e storico leccio che vennero immortalati, e con che vigore, dal grande Carlo Carrà, nel suo capolavoro del 1927 dal titolo "Meriggio". Su quella casa e quel leccio ha scritto anche qualche anno fa nel suo libro di memorie "La noce nel sacco" lo scrittore Giorgio Giannelli che è un discendente di quei Barberi che la costruirono ormai due secoli fa. Tagliato da qualche anno per malattia il vetusto leccio, presto si stenterà a ricollegare quella zona al quadro di Carrà, poiché vi è in corso una completa ristrutturazione ad opera della nuova proprietà, legittimata pienamente a fare ciò che desidera. Ciò che però vorremmo sottolineare è che in questa Forte dei Marmi che si affaccia al secondo decennio del secolo scompare, definitivamente, non solo la magnifica inquadratura di "Meriggio", ma anche una sensibilità al paesaggio d'autore che andava forse meglio tutelata. Perché è meritoria l'azione che viene portata avanti dall'ente delle Ville versiliesi; ma bisogna anche ricordare che Forte - e il suo spirito - non si esauriscono nei confini di Roma Imperiale.
FORTE. Scompare il paesaggio di Carrà
Il Forte dei Marmi, una località costiera in Toscana, sta cambiando. Molti pensano che la modernizzazione che ha colpito il paese negli anni Settanta sia stata una benedizione, ma altri ritengono che la vera grandezza storica del Forte sia stata sfumata. La classe dirigente ha fatto poco per conservare il paese, che è diventato un luogo mediatico ma privo di connettivo sociale. Un esempio di questo cambiamento è l'ex casale Barberi, con il suo grande leccio che è stato immortalato da Carlo Carrà nel 1927. Il leccio è stato tagliato per malattia e presto sarà ristrutturato, ma la zona non sarà più la stessa.
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