Progetto condiviso tra varie università per riportare alla luce abitazioni rurali di antichissima data Un progetto archeologico ambizioso, a Cinigiano, di ricerca delle tracce dei contadini di età romana. Excavating the Roman Peasant è infatti il primo e sistematico tentativo di scavare le case e le fattorie dei contadini poveri dell'Italia Romana. Un progetto condiviso, nato dalla collaborazione fattiva fra la Cornell University, la University of Pennsylvania, la Cambridge University e le due Università di Siena a Grosseto. Avvalendosi di un team internazionale di esperti, il progetto ha l'obiettivo di scavare 10-12 esempi di abitazioni romane rurali, rappresentative dell'ampio spettro di differenti scale di ricchezza e di dimensioni che caratterizzano i siti Romani. Dall'analisi delle loro abitazioni, la loro dieta e mappando le risorse locali che utilizzavano, si vuole andare a rivelare l'esperienza di vita contadina fino ad oggi "invisibile" e dunque il progetto avrà enormi implicazioni per la storia dell'Europa antica e dell'area mediterranea. La prima stagione di questo progetto si è sviluppata nel giugno 2009. Il sito, situato in località Podere Pievina-Cinigiano, è stato individuato durante le ricognizioni di superficie e indagato con metodo magnetometrico. Si è scoperto che durante il primo secolo avanti Cristo, sul versante di una collina, vicino ad una sorgente, un gruppo familiare aveva costruito una grande struttura rettangolare, probabilmente una casa, un granaio per lo stoccaggio del grano e anche una fornace per la produzione di tegole. Fra queste strutture c'erano aree aperte destinate ad attività artigianali, occupate da punti di fuoco per cuocere e punti di raccolta dell'acqua. Un granaio, lungo circa 15 metri, poteva contenere un surplus di grano superiore alle necessità di un nucleo famigliare. La maggior parte delle pietre utilizzate per l'edificazione delle loro case provengono dalle aree circostanti (2-12 chilometri), le pietre da macina provengono da più di 55 km di distanza da cave particolari. Le stoviglie da mensa e da cucina provengono da aree locali lungo la costa toscana, mentre una modesta collezione di monete fa riflettere sul fatto che essi fossero inseriti in un'economia monetizzata. Il progetto è proseguito con scavi presso il castello di Colle Massari e presso Borgo Santa Rita, quest'ultimo il più piccolo ed il più povero tipo di insediamento "contadino" romano. Il Sindaco di Cinigiano Silvana Totti e l'assessore Romina Sani ringraziano la dottoressa Mariaelena Ghisleni e la professoressa Kimberly Bows, e il team di scavo, costituito da studenti in archeologia provenienti dalle Università di Cornell, Pennsylvania, Siena e Grosseto. «Con la loro attività- dicono- stanno dando molto alla nostra comunità. Auspicando una sempre maggiore collaborazione con gli archeologi e abbracciando la continuità del progetto, il Comune di Cinigiano ha idea di coinvolgere ed informare la popolazione, dai più giovani agli adulti. Da qui la volontà di incuriosire le Scuole, con un programma ad hoc da presentare nel nuovo anno scolastico e al contempo di coinvolgere le persone del luogo che ben conoscono il territorio». In questa linea verrà organizzata una giornata archeologica durante la quale la popolazione sarà invitata sulla scavo ad assistere alle attività archeologiche; inoltre, a conclusione dei lavori sarà allestita una piccola esposizione relativa ai risultati del lavoro condotto nel territorio, con l'ambizione di riuscire a creare un piccolo museo.