Sembra incredibile, ma è la pura verità. I volumi o meglio i tesori della Braidense, la storica biblioteca di Milano, patrimonio unico sin dalla fine del 1700, rischiano di venire danneggiati dall'acqua che piove dai soffitti nell'indifferenza generale o quasi. Quasi, perché c'è chi - come le instancabili e coraggiose bibliotecarie di via Brera - hanno dato l'allarme e continuano a segnalare il caso. Compito che in realtà toccherebbe a chi sta molto più in alto, negli uffici della Soprintendenza ai beni culturali dove l'ormai cronica carenza di fondi si sta trasformando in un alibi per non picchiare i pugni sul tavolo quando sarebbe più che necessario. Per trovare fondi a volte basta poco. Magari soltanto un po' di fantasia, mista alla necessaria voglia di farlo. L'hanno dimostrato, in questo caso, l'associazione «Amici di Brera» e il Fai che si sono inventati un'asta di vini per raccogliere 28.000 euro. Una goccia nell'acqua, forse. Ma comunque un segnale. Resta il fatto che è intollerabile che Milano possa accettare che la Braidense resti in queste condizioni. Nel nostro futuro non ci sono solo le grandi opere, ma anche i tesori da salvare.
Milano, Braidense. Un'inerzia inaccettabile
Sembra incredibile, ma è la pura verità. I volumi o meglio i tesori della Braidense, la storica biblioteca di Milano, patrimonio unico sin dalla fine del 1700, rischiano di venire danneggiati dall'acqua che piove dai soffitti nell'indifferenza generale o quasi. Quasi, perché c'è chi - come le instancabili e coraggiose bibliotecarie di via Brera - hanno dato l'allarme e continuano a segnalare il caso. Compito che in realtà toccherebbe a chi sta molto più in alto, negli uffici della Soprintendenza ai beni culturali dove l'ormai cronica carenza di fondi si sta trasformando in un alibi per non picchiare i pugni sul tavolo quando sarebbe più che necessario. Per trovare fondi a volte basta poco. Magari soltanto un po' di fantasia, mista alla necessaria voglia di farlo. L'hanno dimostrato, in questo caso, l'associazione Amici di Brera e il Fai che si sono inventati un'asta di vini per raccogliere 28.000 euro. Una goccia nell'acqua, forse. Ma comunque un segnale. Resta il fatto che è intollerabile che Milano possa accettare che la Braidense resti in queste condizioni. Nel nostro futuro non ci sono solo le grandi opere, ma anche i tesori da salvare.
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