E per fortuna che 21 agosto 2009 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva rivolto un invito alla moderazione nei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Un invito, invero, subito accolto da Palazzo Chigi all'epoca e dal ministro Sandro Bondi. Silvio Berlusconi e il ministero della Cultura si attivarono immediatamente - spalleggiati da Giulio Tremonti nell'affannosa ricerca di qualcosa da tagliare - e defalcarono dall'elenco delle opere per le celebrazioni una cinquantina di progetti. Tirate le somme un intervento che è servito a risparmiare qualcosa come 600 milioni di euro. Resta il fatto che l'iniziativa per celebrare dignitosamente un secolo e mezzo d'unità nazionale ci costerà alla fine almeno 456 milioni. Nulla ha potuto la scure di "Giulio manidiforbice" sui progetti già partiti, visto che alcuni erano stati già avviati nell'ultimo governo Prodi. E così andando a curiosare negli atti parlamentari (Relazione riguardante il programma e le iniziative legate alle celebrazioni, trasmessa a Palazzo Madama e Montecitorio il 30 luglio scorso) si scopre che sul groppone ci sono rimaste spese per un mucchio di interventi, alcuni anche bizzarri. A Venezia, ad esempio il nuovo palazzo del Cinema e dei Congressi costerà complessivamente 136 milioni e spiccioli. Ma ben 87 milioni di finanziamento sono arrivati in virtù dello stralcio per l'anniversario d'Italia. A Firenze il nuovo parco della Musica (costo 236 milioni) è stato finanziato per oltre il 50 con i soldi di via XX Settembre (153 milioni). E che dire del celebrativo aeroporto di Perugia (internazionale) già intitolato a Sant'Egidio: costo stimato 45 milioni, di cui 36 di contributo nazionale. Cosa c'entri poi la celebrazione di un secolo e mezzo d'Unità nazionale con lo scalo perugino è un mistero che neppure al ministero del Tesoro sanno spiegare. Ha più senso, forse, il restauro del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria finanziato interamente con i quattrini delle celebrazioni (17,8 milioni) o ancora il completamento del Parco costiero ligure di Imperia (12,7 milioni) forse un omaggio ai prodi garibaldini ma che con Imperia ben poco hanno in comune. A Novara sono riusciti a far restaurare con i quattrini del 150esimo (11,7 milioni) il Broletto mentre ad Isernia, con la scusa dell'evento patriottico, si sono fatti realizzare un bell'auditorium dal costo di 55 milioni di euro (di cui 23 milioni pagati con i finanziamenti gentilmente offerti da Tremonti). Ma ciò che più stupisce nella relazione al Parlamento è lo stato di avanzamento dei lavori. È vero che la relazione è stata consegnata lo scorso 30 luglio ma a giudicare dalle percentuali siamo ancora molto indietro. A Venezia siamo fermi sotto il 7. A Firenze non si arriva al 3,9. A Perugia lo scalo internazionale è poco più avanti degli studi preliminari (3,2). Situazione complessa anche a Torino dove il recupero dell'ex area Michelin è ferma al 2. Un po' meglio quello dell'area Ingest (20) e della Vitali (12). Tre interventi da 26 milioni di euro di finanziamento nazionale. A Novara il restauro è fermo al 29, mentre ad Imperia la passeggiata marina è molto indietro: solo il 14,5 delle opere sono state completate. Non meglio il museo calabrese (7,9) e l'auditorium di Isernia (15,7). Ma la vera sorpresa è che la terza fase del restauro del Teatro San Carlo di Napoli è conclusa al 100. Insomma, almeno una volta (e almeno sulla carta) una volta tanto Sud batte Nord.