Un salotto etrusco per accogliere gli ospiti degli scavi di Roselle. È il progetto approvato lo scorso 22 dicembre dalla giunta comunale che regalerà al gioiello archeologico alle porte della città un punto informativo con biglietteria, bar e ristorante, uffici, aula didattica e un avamposto della Soprintendenza. La struttura nascerà a valle del parco archeologico in un terreno del Comune sulla strada che costeggia la Senese. La posizione è stata scelta non a caso: un punto strategico e ben visibile dalla quattro corsie per incuriosire chi è in transito e invogliarlo a visitare il sito. Avrà a fianco un grande parcheggio per auto collegato agli scavi con bus navetta e uno più piccolo per le biciclette che, una volta pronta la ciclabile tra Grosseto e Roselle, saranno uno dei mezzi di trasporto più ambiti per raggiungere gli scavi. «Stiamo discutendo con la Soprintendenza per definire meglio il progetto - spiega il sindaco Bonifazi - e le dimensioni del fabbricato e dei parcheggi che devono rispettare precisi vincoli». «Questo - spiega l'assessore ai Lavori pubblici Maurizio Frosolini - è un tassello del più grande progetto di valorizzazione del patrimonio etrusco avviato dal Comune che prevede anche il Centro di documentazione degli Etruschi e la pista ciclabile che collegherà Roselle al mare». La nuova porta del parco archeologico costerà in tutto un milione e 450mila euro, finanziati in parte dalla Regione attraverso il Piuss, in parte dallo stesso Comune per circa 300mila euro, che si accollerà il fabbricato insieme al privato che si aggiudicherà il bando per gestire il bar. I lavori non partiranno prima della fine del 2011. Finalmente, dunque, una buona notizia per gli scavi rosellani che, non più tardi di un paio di mesi fa, sono balzati all'attenzione nazionale lanciando un grido d'allarme: anche qui, come avvenuto poco prima nella più celebre Pompei, c'è il rischio che tutto finisca per crollare perché manca la manutenzione. Lo Stato ha chiuso da anni il rubinetto dei finanziamenti e una parte di mura è già venuta giù lo scorso febbraio. Oggi circa 300 metri sono transennati e chiusi al pubblico e non va meglio all'anfiteatro, anch'esso a rischio crollo, ma in una situazione ancora più paradossale: essendo proprietà privata la manutenzione spetta al proprietario che, però, al pari dello Stato, non ha soldi sufficienti a fare i lavori. Se a questo si aggiungono le fatiscenti condizioni della struttura ricettiva, le mille difficoltà fronteggiate ogni giorno da i custodi e la mancanza di un'adeguata pubblicità, non sorprende la costante emorragia di turisti. In dieci anni le presenze si sono dimezzate (dai 56mila visitatori del 1996 si è passati ai 23mila di oggi) con il record di 10mila biglietti in meno staccati nel 2009 rispetto all'anno precedente. Non si rischia, dunque, di costruire aiuole e vialetto d'accesso di una casa a cui servirebbero piuttosto piloni di sostegno e rinforzi alle fondamenta? «Lo Stato deve fare la sua parte - spiega il sindaco Bonifazi - anche perché finora tutti i lavori di sistemazione delle mura, che dovrebbero essere a carico dello Stato, sono stati pagati con risorse trovate dal Comune, a partire da quelle della Fondazione Mps».