A proposito della "mappatura" che l'Amministrazione comunale intende realizzare per la riqualificazione dei quartieri più antichi del centro storico, e dopo l'intervento dell'ex dirigente della Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta Alessandro Ferrara (oggi soprintendente a Ragusa), sulla questione si registra la presa di posizione dell'attuale soprintendente nisseno Matteo Scognamiglio. «Nei giorni scorsi - scrive in una nota - l'ing. Carlo Giarratano, assessore alla Pianificazione Urbanistica del Comune di Caltanissetta, ha aperto il dibattito sul centro storico del capoluogo, annunciando la costituzione di un gruppo di lavoro volto a monitorare gli edifici, in modo da poter pervenire nei tempi più brevi alla redazione di piani particolareggiati. Il Soprintendente di Ragusa, arch. Alessandro Ferrara, già direttore del Servizio architettonico della Soprintendenza di Caltanissetta, e quindi attore, in quelle funzioni, di procedimenti atti alla tutela del centro storico, nonché conoscitore della nemesi storica degli studi e dei piani succedutisi nel tempo, ha colto l'occasione per puntualizzare, intervenendo qualche giorno dopo, alcune situazioni contribuendo ad aprire un utile dibattito sul tema del risanamento e della riqualificazione che, si spera, venga allargato a tutte le parti, che a qualunque titolo, si interessano dei destini della città». «Con l'assessore - continua il dott. Scognamiglio - si è avuto modo di iniziare un utile ragionamento sul centro storico, che verrà via via aggiornato e verificato nel rispetto delle specifiche competenze. Valuto positivamente la formazione del gruppo di lavoro che potrà dare un utile e aggiornato contributo alla conoscenza dell'antico centro; va sicuramente non trascurato il riscontro con le ricerche citate da Ferrara, che sono condizione indispensabile di conoscenza e di verifica. L'attenzione posta dall'assessore Giarratano volge non solo al restauro degli edifici e degli spazi esterni, ma anche, in ciò condiviso dal questo Ufficio, a dotare questa parte pregiata della città di funzioni e servizi che, pur liberandola dal peso del traffico e dell'inquinamento, la rendano moderna, appetibile, alternativa per modelli di qualità della vita alla rimanente parte del territorio edificato. È in questa ottica che probabilmente l'assessore ha posto il tema di Palazzo Moncada, quale primo caposaldo culturale del centro storico, capace di catalizzare anche interessi diversi, poiché un polo qualificato crea fenomeni virtuosi di emulazione, volti al restauro degli edifici, alla riqualificazione ambientale, all'investimento commerciale o artigianale. Va sicuramente approfondita la tematica relativa all'utilizzazione di Palazzo Moncada che, oltre a vedere realizzata la mostra delle opere di Tripisciano, dovrà individuare altre collezioni che costituiscano il fulcro permanente del plesso culturale; altre sale dovranno aprirsi anche a manifestazioni culturali secondo indirizzi e programmi adeguati». «Chi scrive, nel pur breve tempo trascorso dall'insediamento, ha avuto modo di rendersi conto delle problematiche connesse alla tutela dell'antico centro. Queste non sono e non possono essere disgiunte da quelle dell'intera città. Il rischio sarebbe di avere il centro storico restaurato, ma avulso dal contesto, cosa che comporterebbe quella "musealizzazione" giustamente temuta che per prima la Soprintendenza non auspica. A tal fine si è disponibili a dare ogni utile contributo alle attività che l'Amministrazione comunale intenderà intraprendere in uno spirito di proficua collaborazione». A riguardo, l'arch. Alessio Bellomo (responsabile della Posizione Organizzativa Pianificazione del Territoio del Comune) ha fatto sapere che la la "mappatura" precedentemente realizzata dalla Soprintendenza, risulterà utile per portare avanti il programma che l'Amministrazioe comunale ha in animo di realizzare. 06012011