Mostra a Bologna, installazione a Reggio Emilia Primo assaggio delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Da domani a Bologna Palazzo d'Accursio ospiterà nella Sala d'Ercole la mostra dedicata ai dipinti del Salone del Risorgimento di Luigi Pizzardi, che nel 1860 fu eletto «primo sindaco di Bologna libera». In tal frangente, il marchese fece realizzare uno spazio sontuoso per celebrare degnamente il passaggio alla nuova autorità statale e la gloria del nuovo Regno. Per il salone, di amplissime dimensioni, si progettarono i dipinti seguendo il filo della celebrazione della gloria italica: dagli uomini illustri del passato, che avevano contribuito alla cultura, alla scienza e alla politica, sino agli artefici istituzionali della recentissima unificazione. Luigi Pizzardi scelse pittori noti anche a livello nazionale, ma di area bolognese: Carlo Arienti, Alessandro Guardassoni, Giulio Cesare Ferrari, Andrea Besteghi, Gaetano Belvederi, Luigi Busi, Antonio Muzzi e il toscano Antonio Puccinelli. Alla sua morte, nel 1871, la quadreria passò agli eredi, finchè, negli anni venti del '900, in due diverse cessioni, le opere andarono al comune di Bologna, che le ripartì al Museo del Risorgimento e alla Galleria d'arte Moderna. Ma per diverse vicissitudini, i dipinti non non furono mai esposti al pubblico. Reggio Emilia diventa invece da oggi la capitale del vessillo nazionale (che qui nacque il 7 gennaio 1797), con la mostra «Le strade della bandiera. Reggio Emilia città del Tricolore»: una installazione a cielo aperto, con 150 enormi bandiere appese a fili tesi da un capo all'altro dei palazzi. L'esposizione resterà in città fino al 2 giugno, festa della Repubblica.