L'assessore all'attacco sulla villa del Casale: "Faremo un concorso internazionale di progetti" LA PREMESSA è che non vuole fare polemiche, ma poi picchia duro. Vittorio Sgarbi, declassato da commissario con pieni poteri per i lavori di salvaguardia della Villa romana del Casale di Piazza Armerina, a semplice coordinatore, mette sotto accusa la Regione. «Invece di trovare soluzioni politiche dice si appiattisce sulle scelte della burocrazia. L'assessore ai Beni culturali Pagano non può fare il cameriere del direttore generale Grado». Poi spiega il perché: «C'è un proverbio che recita, mentre il medico studia l'ammalato muore. Così sta accadendo alla Villa. I pieni poteri di cui ero investito con il decreto di Granata mi avevano dato la possibilità di approntare in poco tempo due progetti, uno di grande efficacia, per la copertura dei mosaici. I tempi lunghi del concorso di progetti che propone Pagano ora rischiano di aggravare di molto la situazione». Il critico fa qualche conto a conferma del suo pessimismo: «Bene che vada tutto il 2005 andrà via peri progetti, poi si dovrà scegliere e infine mettere in moto tutte le procedure per l'assegnazione dei lavori. Arriveremo così al 2008, rischiando di perdere i 18 milioni di euro del finanziamento. Io comunque non mollo». L'ultimo capitolo dell'affaire Piazza Armerina lo ha scritto ieri mattina l'assessore Alessandro Pagano che in una conferenza stampa al Villino Florio ha spiegato i motivi che lo hanno indotto a ridimensionare il ruolo del consulente e ad avviare un concorso internazionale per scegliere il miglior progetto per la copertura della villa del Casale. «Stiamo cercando di aggiustare ciò che non andava bene negli accordi precedentiha detto Siamo convinti di potere utilizzare il grande vantaggio rappresentato dalla professionalità di Sgarbi, ma rispettando le regole del gioco. Da qui la necessità di aggiustare una convenzione, illegittima sotto il profilo sostan-ziale, che attribuiva dei poteri che soltanto una legge speciale poteva dare. Il rapporto deve essere ricondotto all'interno di un quadro giuridico ineccepibile». I rilievi dell'assessore sono sostanzialmente due: primo, Granata ha sottoscritto la convenzione quando non era più assessore; due, un consulente non può, in assenza di una legge speciale, gestire in prima persona le risorse pubbliche. «Con il critico ha concluso Pagano esiste un rapporto amichevole. E ha detto già che l'idea che gli abbiamo prospettato di presiedere la commissione che sceglierà il miglior progetto lo affascina, anche se ci sono dettagli da definire». Sgarbi non sembra per niente affascinato. «Intanto replica non si organizza una conferenza stampa su vicende che mi riguardano senza informarmi. Non ho nulla da eccepire sui rilievi giuridici, anzi mi sembrano sacrosanti, ma la via "legalitaria" prescelta ai Beni culturali non porterà alla salvezza dei mosaici, patrimonio dell'umanità». «Qui continua non si vuole capire che siamo davanti a una sorta di calamità, come l'eruzione dell'Etna. Non si possono affrontare le emergenze con le leggi normali. Ci vuole un approccio del tipo Protezione civile. Dicono che ci vorrebbe una legge speciale per affidarmi i pieni poteri, ebbene perché non la fanno? Quando c'è la volontà politica si fa tutto. Berlusconi per la Certosa e Veltroni per Villa Borghese sono ricorsi a procedure speciali. Che c'è di male? Ma purtroppo Pagano parla con la voce del ventriloquo Grado». Il coordinatore, ormai "senza portafoglio" come si autodefinisce, affonda l'attacco finale: «Con questo ridimensionamento mi hanno dato l'alibi: nessuno in futuro mi potrà accusare di una cosa che mi impediscono di fare. Comunque vada, e io resto convinto che andrà male anche se non lo auguro, la responsabilità sarà solo loro: della burocrazia che ragiona con le carte e della politica che non ha il coraggio di decidere. Ho visto Berlusconi e gli ho parlato della faccenda. Ma lui capirà davvero quando si troverà davanti il degrado. Si incazzerà di brutto. Lo porterò a Piazza Armerina e quel giorno non vorrei proprio essere nei panni di Pagano».