Il progetto. Tra dieci giorni l'affidamento dei lavori alla Spes, entro poche settimane inizierà la ristrutturazione Numerose negli anni le lamentele per lo stato di degrado della zona PISTOIA. Numerose negli anni le lamentele da parte dei residenti della zona per lo stato di fatiscenza di molti edifici di via Tomba, via del Ceppo e via Bonfanti, tra cui quello interessato dal crollo di mercoledì pomeriggio. Il dito dei cittadini è puntato non solo sul degrado del quartiere - il cosiddetto comparto del Ceppo - ma soprattutto sui rischi costituiti da intonaci e tetti pericolanti. Una soluzione a tale problema dovrebbe arrivare a breve, grazie al progetto di ristrutturazione varato dal Comune e al via libera arrivato dalla Regione Toscana nel marzo scorso al finanziamento di 3 milioni di euro per il recupero di circa 40 alloggi da destinare all'edilizia residenziale pubblica. Il Comune di Pistoia ha partecipato al bando con i Comuni di Montale e Marliana e 2 milioni e 300mila euro serviranno a recuperare 24 alloggi tra via del Ceppo, via Tomba e via Bonfanti. L'operazione consentirà di risistemare quello che è il cuore storico della città. La Spes - Società pistoiese di edilizia sociale - ha avuto l'incarico dal Comune di curare il progetto di ristrutturazione e di bandire la gara di appalto. La gara se l'è aggiudicata la ditta Diddi. Tra dieci giorni appena, il 17 gennaio, il Comune consegnerà i lavori alla Spes, che potrà a sua volta assegnarli all'azienda, che dovrebbe iniziarli entro poche settimane. Dopodiché la speranza della Spes è di poter riconsegnare gli appartamenti finiti al Comune entro un anno. A quel punto il Comune dovrà inserirli nel contratto di servizio della Spes, affinché li gestisca. Sulla destinazione, l'orientamento sarebbe quello di affittarli a canoni calmierati, per dare una risposta alla domanda crescente che proviene dalla cosiddetta "fascia grigia" della popolazione, cioè da quelle famiglie che hanno un reddito troppo elevato per rientrare tra chi può richiedere un alloggio popolare, ma al tempo stesso troppo basso per potersi permettere i prezzi di mercato. Gli edifici interessati dal progetto sono cinque. «E' stato un lavoro di progettazione complesso - spiega Stefano Marini presidente della Spes - portato avanti di concerto con la Soprintendenza, in quanto si tratta di edifici vincolati, che hanno avuto, nei secoli diverse sovrapposizioni. La ditta Diddi, ne garantirà la manutenzione totale a sue spese per un periodo di quattro anni dalla consegna. Un notevole beneficio per noi».