Il punto di vista degli architetti rispetto al recupero Spazi immensi, assenza di pavimentazione, struttura chiusa. Queste le caratteristiche delle tabaccaie sparse in provincia di Pisa e che potrebbero essere oggetto di recupero architettonico. Un'operazione interessante dal punto di vista progettuale, ma onerosa per i proprietari. «È per questo che gli interventi sulle tabaccaie sono difficoltosi in questa fase». Le parole sono di Duccio e Michelangiolo Scarpetti, due fratelli pontederesi, soci nello stesso studio di architetti che si sono occupati di recuperi di strutture agricole e industriali. «Abbiamo fatto un rilievo recentemente - dice Michelangiolo - in una tabaccaia di proprietà di un privato nella campagna fra Pontedera e Firenze. Uno spazio eccezionale». In generale le tabaccaie superano anche i dieci metri di altezza dalla terra al tetto. Hanno un'area centrale da cui si accede ai forni laterali utilizzati per l'essiccazione delle foglie di tabacco. «La pavimentazione non è presente - spiega Duccio - anche per facilitare l'accensione di fuochi per l'essiccamento delle foglie. All'interno, il solaio superiore e i telai per l'essiccazione sono in materiale ligneo. Trasformando la struttura per uso abitativo, si perdono le caratteristiche architettoniche tipiche della tabaccaia». È uno dei motivi che spingono i due professionisti a dire che «l'utilizzo ideale di questi grandi spazi sarebbero percorsi didattici per le scuole o addirittura mostre espositive, magari per arte contemporanea che creino un contrasto interessante fra archeologia industriale ed elementi attuali». Idee di non facile attuazione. «Un recupero di immobili di questo genere - precisano - comporta un dispendio di soldi e di energia notevoli. Abbiamo recuperato un vecchio frantoio a Buti, ricreando gli strumenti e i percorsi produttivi per uso didattico, ma incontrando difficoltà nel reperire artigiani in grado di ricreare le macchine per la frangitura delle olive. L'uso abitativo è sicuramente il più redditizio, ma è anche il sistema per snaturare ciò che le tabaccaie hanno rappresentato per questo territorio». Poi ci sono i vincoli architettonici da tenere in considerazione. «Per esempio - affermano gli Scarpetti - non è detto che si possano aprire finestre nella struttura, considerato che le tabaccaie non ne hanno molte». Alcune delle tabaccaie della provincia di Pisa sono in vendita e da internet giungono offerte di stranieri, come olandesi e statunitensi, fortemente interessati a entrare in possesso di gioielli dell'architettura agricolo-industriale, magari incastonati in paesaggi da sogno. Almeno per chi non è abituato a godere ogni giorno delle bellezze naturali della Toscana. «C'è un notevole fermento attorno a queste strutture - sottolineano - ma questo momento di difficoltà economica rallenta un po' tutte le operazioni». Anche quelle di dare nuova vita a uno degli esempi più vistosi di civiltà contadina dei tempi che furono.