Il figlio del pittore ha raccolto nella sua casa e on line le opere del padre che vuole onorare nel centenario del 2013 Un archivio, una mostra e una donazione alla città. Ecco il progetto che Giambattista Borgonzoni, figlio del pittore Aldo, ha in mente per le opere di suo padre. «Abbiamo fondato larchivio nel 2007 - racconta Giambattista - mia madre ed io, per creare un unico data base di tutta lopera di mio padre. Vorremmo che coloro che sono in possesso di un suo quadro lo inserissero in questo grande contenitore dove i lavori sono suddivisi per cronologia e per stili (dal neocubismo al realismo, dallespressionismo allastrattismo) in modo da far comprendere integralmente la complessità della sua pittura che negli anni è molto cambiata e si è evoluta». E così oggi, oltre alla sede larchivio in via Frassinago, esiste il sito www. aldoborgonzoni. com dove si possono consultare le circa 150 opere catalogate che sommate a quelle del fondo in possesso della famiglia fanno circa 1000 lavori sui 3000 che il pittore ha prodotto in 70 anni di carriera artistica. «Tremila non sono molti in così tanti anni di lavoro - osserva il figlio dellautore bolognese - ma questo dipende dal fatto che spesso distruggeva le opere delle quali non era convinto o ridipingeva anche a distanza di tempo sulle stesse tele. Era un uomo complesso e la sua personalità si è ripercossa inevitabilmente sul suo lavoro». Aldo Borgonzoni è nato nel 1913 e dopo il diploma alla Scuola dArte di Bologna la sua carriera è costellata di amicizie e collaborazioni importanti sia in ambito artistico che politico. Dai carteggi con estimatori come Morandi e Mimmo Rotella, alla conoscenza con Pertini, che lo ricevette al Quirinale e inaugurò una sua mostra a Roma, fino allamore-odio per i suoi lavori di Togliatti, documentato in numerose lettere. Nel 2013 cade il centenario della nascita dellartista, scomparso nel 2004, e per quella data il figlio sta cercando partner per organizzare una grande retrospettiva e non solo. «La mostra commemorativa vorrei che fosse allestita a Medicina, dove è nato e dove sono raccolti oltre 100 disegni "pieni di acrimonia", come scrisse Quintavalle, e dove esistono alcuni affreschi di impronta cubista di fine anni '40. Medicina unisce e rappresenta i due grandi temi del suo lavoro: il rapporto con Dio e il lavoro nelle campagna». Però Giambattista ha anche un altro progetto espositivo, forse più ambizioso. «Questa mostra dovrebbe, nelle mie idee, essere preceduta da due momenti importanti a Bologna: due piccole esposizioni con 10 o 12 opere eccellenti, ciascuna dedicata ai due cicli principali, quello del Concilio Vaticano II e quello del mondo contadino. Immagino delle sedi istituzionali per questi due eventi, ma non le ho ancora individuate e cerco fondi e sponsor: per lintero progetto servirebbero circa 150 mila euro». Infine anche due convegni paralleli alle due mostre sempre sui temi cari ad Aldo. «Sto intrattenendo rapporti con i critici, i musei e le istituzioni che negli anni lavorarono con lui. Di recente abbiamo donato unopera al Mar di Ravenna, e una alla Fondazione Ragghianti di Lucca, in vita mio padre donò opere alluniversità di Bologna, a quella di Parma, in collezione alla nostra ex Gam ci sono nove quadri scelti, ai tempi, da Arcangeli e questa esposizione potrebbe essere loccasione per riallacciare rapporti con le istituzioni cittadine e pensare insieme a donazioni dei lavori di maggior valore che gli eredi desidererebbero fare a musei come il Mambo o la Fondazione Lercaro, che mio padre contribuì a fondare».
BOLOGNA - Archivio, mostra e donazione alla città per ricordare lartista di Dio e dei campi
Il figlio di Aldo Borgonzoni, pittore bolognese, ha fondato un archivio per le opere del padre e ha creato un sito web per consultare le opere. Il figlio, Giambattista, vuole onorare il centenario della nascita del padre con una mostra commemorativa a Medicina, dove è nato, e con due piccole esposizioni a Bologna. La mostra dovrebbe essere preceduta da due convegni paralleli sui temi cari ad Aldo. Il progetto richiede circa 150 mila euro. Il figlio sta cercando partner per organizzare la mostra e ha già donato opere al Mar di Ravenna e alla Fondazione Ragghianti di Lucca.
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