I luoghi «Qualche tempo dopo questa faccenda della regia decapitazione giungeva in Castelnuovo la terribile notizia che uno stormo di Francesi senza brache, senza camicia, senza scarpe, stracciati, morti di fame, aveva preso Saorgio, era calato dai monti liguri, aveva sconfitto gli Austriaci, aveva tagliato a fette i Piemontesi, e già si versava sul Piemonte cantando una canzone infernale che cominciava: - Allons, enfants de la patrie! - la quale incantava gli uomini e i cavalli, e impediva di far fuoco ai cannoni». Sembra una pagina de La bufera di Edoardo Calandra, il romanzo struggente sulla rovina del Vecchio Piemonte nel periodo napoleonico. È invece una citazione da I miei tempi del poeta e politico della sinistra Angelo Brofferio, posta giustamente allinizio del bel libro-strenna curato da Silvano Montaldo, direttore del Museo Lombroso, e pubblicato grazie alla Cassa di Risparmio di Asti. Composto da saggi di diversi studiosi (tra i quali il compianto Renato Bordone) e riccamente illustrato, il volume ci accompagna dalle repubbliche giacobine di Asti e di Alba alla Restaurazione del 1814-15 fino al compimento dellUnità nazionale, senza trascurare i protagonisti, molti dei quali dimenticati, che segnarono il passaggio dallancien régime del Regno di Sardegna, allepoca moderna. Ben documentate anche le trasformazioni economiche, sociali e culturali. (m.nov.)