Da domani la mostra con i dipinti voluti da Luigi Pizzardi "primo sindaco di Bologna libera" I dipinti di Luigi Pizzardi che nel 1860 fu eletto "primo sindaco di Bologna libera" apriranno le celebrazioni a Palazzo DAccursio per i 150 anni dellUnità dItalia. Parte domani infatti la mostra ospitata nella Sala dErcole dedicata ai Dipinti del Salone del Risorgimento. Pizzardi, in occasione della sua elezione, contattò i più importanti pittori dellepoca per celebrare la storia dItalia. Le opere furono poi cedute dai suoi eredi negli anni venti del 900 al Comune che le ripartì al Museo del Risorgimento e alla Gam. Per diverse ragioni non furono mai esposte al pubblico per tornare ad essere visibili proprio in occasione dei 150 anni dellUnità dItalia. In realtà i progetti per Bologna erano diversi e molto più ambiziosi. Nel 2008 infatti il governo siglò un protocollo con lamministrazione comunale per restaurare Palazzo DAccursio e renderlo un museo che avrebbe potuto ospitare quattromila e cinquecento metri quadri di capolavori. Palazzo dAccursio avrebbe accolto il museo del Risorgimento e la biblioteca risorgimentale per formare un tuttuno con le Collezioni civiche darte, il Morandi e la Cappella Farnese. I primi passi furono segnati dal trasloco dei 450 dipendenti comunali verso la nuova sede di via Fioravanti in modo da liberare gli spazi per i lavori. «Il Comune avrebbe dovuto stanziare 21 milioni di euro, 3 milioni sarebbero arrivati dalla Regione e 30 milioni dallo Stato» racconta oggi il direttore del Comune Giacomo Capuzzimati. Ma da Roma non è mai arrivato nulla. «Avevamo già predisposto una variazione di bilancio - conclude Capuzzimati -. Poi, con una lettera, ci dissero che per Bologna non cerano più risorse». (b.p.)
BOLOGNA - Il mancato restauro di Palazzo dAccursio e quei 30 milioni di euro mai arrivati
La mostra dei dipinti di Luigi Pizzardi, primo sindaco di Bologna libera, aprirà domani a Palazzo DAccursio per celebrare i 150 anni dellUnità dItalia. I dipinti furono commissionati da Pizzardi per celebrare la sua elezione e furono ceduti al Comune negli anni venti del 900. Non furono mai esposti al pubblico fino ad ora. Il governo aveva pianificato di restaurare Palazzo DAccursio e di trasformarlo in un museo che avrebbe ospitato opere darte, ma non sono arrivati i fondi. Il Comune aveva stanziato 21 milioni di euro, 3 milioni provenivano dalla Regione e 30 milioni dallo Stato, ma non sono arrivati i fondi.
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