Nel mirino delle due città emiliane la rassegna di opere darte "Bella Italia" per i 150 anni dellunità nazionale I sindaci di Parma e Modena scrivono a Napolitano. Vanelli: parlerò con Paolucci Il vicepresidente del comitato delle celebrazioni: "Lultima parola spetta ai curatori. Questa è solo unesposizione di grandi dipinti" La mostra "Bella Italia", prevista alla Reggia di Venaria per i 150 anni dellunità della nazione, potrebbe subire modifiche ed accogliere in extremis nuove opere emiliane. Dipinti o sculture in rappresentanza di due città, Modena e Parma, i cui sindaci hanno addirittura scritto al presidente della Repubblica per protestare contro la loro «esclusione dalle ex capitali preunitarie». Nella missiva, firmata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi e condivisa dai primi cittadini, si lamenta «unesclusione ingiustificata». «Nel 1861 ricorda Giovanardi gli stati che si sciolsero per dare vita allItalia unita erano sette. Perché Modena e Parma, capitali di ducato dovrebbero quindi restare fuori?». La lettera è stata spedita anche al presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. I problemi sono nati dalla presenza nella mostra di Bologna, città sì emiliana ma nel 1861 ancora una semplice legatura pontificia. A far rientrare i toni della polemica è stato ieri il vicepresidente esecutivo del comitato per i 150 anni, Alberto Vanelli. Un tentativo di mediazione per cercare di far tutti contenti. «Lunedì prossimo spiega parlerò con il curatore capo della mostra, Antonio Paolucci, e con il responsabile della sezione di Emilia e Marche, Andrea Emiliani. Spetta a loro la parola definitiva sulle richieste di inclusioni di Modena e Parma. Un fatto però va sottolineato: non si tratta di una mostra dedicata alla ricostruzione storica dellItalia, bensì unesposizione delle opere darte più rilevanti e caratteristiche del periodo preunitario. Non cè insomma nessun intento discriminatorio. Senza contare che alcuni dipinti di Modena sono già presenti». Catalogo alla mano, la città che avrebbe più da ridire sarebbe quindi Parma. «Ci sono nomi sottolinea però Vanelli come i Carracci, Correggio e Guido Reni che non rappresentano una specifica città, bensì unarte emiliana-romagnola che si spinge fino alle Marche». Per rimediare alloffesa di Modena e Parma è comunque già pronta unidea. «Potremmo propone il vicepresidente integrare la mostra con opere provenienti dalle due città emiliane, in particolare da Parma». Modena, seppur meno vistosa di Bologna, ha già una sua rappresentanza artistica allinterno della mostra. La Galleria Estense presterà infatti a Torino "La Madonna Campori" di Correggio e la "Flora" di Annibale Caracci. Una coppia però, stando alle critiche «importante, ma non di autori prettamente modenesi». Ironia della sorte, proprio oggi il sindaco Sergio Chiamparino sbarcherà in territorio emiliano. Precisamente a Reggio, dove in piazza Prampolini si apriranno le manifestazioni per i 150 anni dellUnità dItalia. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano consegnerà il tricolore ai sindaci delle città capitali dItalia. Proprio qui, a Reggio, nel 1797 nacque infatti la bandiera italiana.