VENEZIA Aveva nostalgia del parquet dell'ex Misericordia. Si ricordava delle partite di basket seguite più di trent'annifa nella chiesa sconsacrata alla Meyer Venezia. Così ieri mattina, prima di intervenire al Casinò all'incontro «Alla ricerca della città migliore», si è fatto accompagnare alla Misericordia «per capire ha spiegato poi cosa si può fare per recuperare lo stabile». Una visita «amarcord», che ha aggiunto però un tassello nella riqualificazione dell'ex chiesa che fino al '74 ha ospitato le partite della squadra di basket cittadina, prima dei due anni d'esilio a Vicenza. Secondo Urbani, infatti, si potrebbe sfruttare la vicinanza con la scuola del restauro e fare della Misericordia un centro per l'arte e l'artigianato. «Sono rimasto impressionato ha raccontato il ministro dalla vastità del luogo. Avevo la curiosità di vedere in che stato si trovi ora. Avevo il ricordo delle partite che avevo visto qui, quando Venezia era una delle tre o quattro città famose per il basket». Lo stabile, messo in sicurezza con un intervento finanziato grazie ai fondi della legge speciale, ora avrebbe bisogno di un intervento di 10-15 milioni di euro per le finiture e gli impianti. Soldi che il Comune non ha in bilancio e per il quale aveva ricevuto due offerte: una dalla Rolex, per farne l'atelier del fotografo Gregory Colbert, che due anni fa aveva esposto all'Arsenale, l'altra per farne un centro legato al mondo della moda. Entrambe, per il momento, accantonate. «Mi fa molto piacere che il ministro abbia visitato la Misericordia ha detto l'assessore Armando Peres che è uno straordinario edificio che andrebbe reso alla città. Spero ovviamente sia foriero anche dei fondi necessari. Anche se, come sempre, il contributo non si esaurisce nell'intervento: dopo il recupero resta in piedi il problema della gestione». Dal recupero della Misericordia Urbani è passato al recupero del patrimonio artistico in generale, al convegno del Casinò. In cui il sindaco Paolo Costa è tornato a chiedere la tassa di scopo per le città d'arte e in particolare per Venezia, dove una sorta di tassa di scopo, ha spiegato, sono le diverse tariffe dell'Actv, per turisti e residenti: «Costretta a fare da sola, Venezia inventa modi per la propria conservazione ha spiegato il sindaco a sostegno dì una città "usata" da molte aziende in tutto il mondo, abbiamo inventato il Marchio di Venezia, utilizzando il quale alcune aziende usano il nome di Venezia, potente strumento di comunicazione, e insieme ne sostengono le finanze: nel 2003 il Marchio ha portato nelle casse del Comune 75.000 euro, nel 2004 siamo arrivati a 650.000 euro. E per il 2005 prevediamo entrate per 1.200.000 euro».