EGREGIO DIRETTORE, dopo l'ennesimo "disperato annuncio" fatto dalle nostre amministrazioni di Sinistra (Regione Campania e Comune di Napoli in primis) per la "paventata svendita" del nostro patrimonio immobiliare, Nisida in testa, da parte del governo Berlusconi, con a capo il "ministro leghista" Tremonti, mi sono sentito mortificato e, allo stesso tempo, adirato verso un modo d'agire che fa della mistificazione della verità un sistema politico. Mortificato, perché non so se sia l'ignoranza dei nostri amministratori (eppure hanno centinaia di consulenti che costano fior di milioni di euro alla collettività!) a determinare l'allarme pubblico della svendita di Nisida, Floridiana, Capodimonte da parte del Governo. Adirato, perché non so se all'ignoranza si aggiunge ih gran misura la volontà proterva di "demonizzare" ad ogni costo il Governo Centrale. Dopo l'annuncio shock" della vendita di Nisida, infatti, alla smentita dei ministri, qualche giornale locale, assieme al Governatore ed alla Sindaca di Napoli, non hanno saputo far altro che dire: marcia indietro da parte del Governo. La sindaca Iervolino si è spinta a dichiarare: «Li abbiamo fermati!». Fermati chi, di grazia? L'Agenzia del Demanio? Il ministro Tremonti, Berlusconi, Bush, Saddam Hussein o chi altri? Suvvia, non è la prima volta che si "getta nel panico" l'opinione pubblica, facendole credere attraverso mass-media compiacenti che si mettono in vendita i "gioielli di famiglia". Ed ogni volta, v'è stata una smentita, leggi alla mano, ma niente da fare: a corto di argomenti validi con la disoccupazione napoletana alle stelle, con i cortei che paralizzano la città, con i progetti che non decollano, con i parcheggi ancora "selvaggi", con gli scandali di stipendi gonfiati, di parenti ed amici assunti dalla Regione; con la Sanità che, malgrado un congruo "impinguare" del Governo di 700 miliardi in più, continua a fare "acqua da tutte le parti"; con un territorio disastrato ambientalmente, dove i Comuni si ribellano ad ulteriori disastri (vedi Acerra), che si fa, allora?: semplicemente, si trova un motivo occasionale per "distogliere" l'attenzione sui veri problemi e "scaricarli" sulle "malefatte" del governo Berlusconi. Ed ecco che si vuoi dare ad intendere che Berlusconi vuole la guerra, oppure, più semplicemente, toglierci i nostri beni demaniali. Ma leggetevi una volta per tutte, signori Amministratori, il decreto legge del 25 settembre 2001 n.351; la legge 23 novembre 2001 n. 41; il Testo Unico sui beni culturali ed ambientali 49099, e apprenderete che nessuna alienazione dei beni demaniali è possibile senza la materiale disponibilità degli Enti Locali e del Ministro della Cultura. Un conto è l'inventario dei beni, un conto è porti in vendita. Se, poi, vi "bruciasse la coscienza" di come avete ridotto i beni pubblici da voi gestiti, date una risposta a chi vi chiede che fine hanno fatto la città dei bambini di Ponticelli, il Planetario del costo di un miliardo, il museo di Pietrarsa, Napoli Est, le "opere del Rinascimento" di piazza Plebiscito e tanto altro ancora.
I "gioielli di famiglia" e la mistificazione della verità
Il direttore di un quotidiano napoletano ha reagito all'annuncio del governo Berlusconi di vendere il patrimonio immobiliare della Regione Campania e del Comune di Napoli, tra cui Nisida, Floridiana e Capodimonte. Il direttore è stato "mortificato" e "adirato" per la "mistificazione della verità" e per il modo in cui il governo sta "demonizzando" il governo centrale. Ha anche criticato i giornali locali e gli amministratori della Regione e del Comune di Napoli per aver sostenuto l'annuncio del governo e per aver chiesto di "marciare indietro".
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