Frane e allagamenti, aperta un'inchiesta per accertare responsabilità del degrado NOLA. Dopo il crollo arriva il sequestro: i carabinieri di Nola hanno apposto i sigilli al villaggio della Preistoria. Il provvedimento apre ufficialmente un'inchiesta, coordinata dalla Procura di Nola, per verificare le eventualità responsabilità sulla vicenda. Si cercherà di capire, insomma, se la frana che ha interessato una parte dello scavo poteva essere evitata e da chi. Ma si lavorerà anche per comprendere la causa dello smottamento. Fascicolo aperto, dunque, mentre divampa la polemica politica e il balletto degli addebiti assume il ritmo velocissimo delle dichiarazioni e dei comunicati stampa che si susseguono senza sosta. L'ultimo alle 18 di ieri ha annunciato la convocazione di un consiglio comunale straordinario monotematico. L'ordine del giorno che sarà affrontato venerdì mattina alle 12 dall'assemblea cittadina sarà, ovviamente, la salvaguardia del sito che ospitai calchi delle capanne dell'età del Bronzo. «L'importanza dell'argomento impone una valutazione politica accurata e meticolosa che non dia adito a strumentalizzazioni - spiegali presidente del consiglio comunale di Nola Francesco Pizzella - per questo ci confronteremo per elaborare una proposta concreta. Tutto ciò nella consapevolezza delle limitazioni che il Comune ha nei confronti della questione, visto che il sito è di proprietà regionale ed -è vincolato dalla Soprintendenza». L'idea è quella di convocare un tavolo intorno al quale far sedere tutti i soggetti che a vario titolo hanno competenza sul sito. Ma intanto prosegue la querelle sulle risorse stanziate e mai arrivate. A riproporla è il consigliere regionale del Pd, Antonio Marciano: «La giunta Bassolino aveva stanziato per l'area nolana ben 21 milioni di euro per dare vita a un piano strategico di rilancio e valorizzazione pienamente condiviso dalle amministrazioni comunali interessate. Il progetto prevedeva anche lo stanziamento di 100mila euro per il villaggio. Il governatore della Campania Stefano Caldoro ci faccia adesso sapere che fine hanno fatto quelle risorse immediatamente disponibili». Sulla stessa lunghezza d'onda anche il capogruppo dei democratici in consiglio regionale Giuseppe Russo e il coordinatore del partito nolano Attilio Di Lauro che chiedono all'assessore regionale De Mita di riferire in consiglio regionale sulle misure concrete da adottare per salvare la Pompei della Preistoria e per evitare che le capanne possano essere nuovamente sotterrate. Infine l'affondo di Massimiliano Manfredi, presidente provinciale del Pd di Napoli: «Non vorrei che il centrodestra che, è bene ricordarlo, governa Regione, Provincia e da tempo immemorabile la città di Nola si ricordi di questo territorio, come ha preannunciato il Presidente della Provincia Cesaro, solo per portarci nuove discariche. Sarebbe molto triste e il Pd a tutti i livelli non lascerà che tutto ciò accada nel silenzio generale». La polemica è servita, insomma, ma le risposte non si fanno attendere. «La politica scellerata è stata quella del Pd. I 21 milioni di euro tanto sbandierati fino ad oggi - reagisce piccato il primo cittadino di Nola Geremia Biancardi - sono stati un semplice spot elettorale. Gli unici soldi che si sono visti sono stati quelli utilizzati per pagare i cartelli che hanno promosso l'iniziativa. Vorrei solo ricordare al Pd che è stato Bassolino a far diventare il nolano la pattumiera della Campania e che oggi tutto questo non accadrà perché ci saremo noi a difendere il nostro territorio».